TUTELA CONSUMATORI. Codacons contro Altroconsumo

Il Consiglio di Stato, VI sez. (Presidente Mario Egidio Schinaia, Relatore Roberto Chieppa) ha accolto il ricorso del Codacons contro l’inserimento di ALTROCONSUMO nel CNCU per il 2002. Quanto alle motivazioni – si legge nella sentenza del Consiglio di Stato – "la maggioranza del principale organo dell’associazione Altroconsumo non è espressione dei soci e quindi non è eletta su base democratica, ma è nominata da soggetti terzi che assumono così il reale controllo dell’associazione ed hanno gli strumenti per impedire anche modifiche statutarie idonee a ripristinare un ordinamento a base democratica" […]. Per cui "i descritti elementi conducono a ritenere che il sistema elettorale individuato dallo Statuto non sia rispondente ad un ordinamento su base democratica, tenuto conto sia dell’assenza nello Statuto di garanzie idonee a rendere meno vulnerabile il voto per corrispondenza, sia delle concrete modalità con cui sono state effettuate le votazioni, che confermano tali carenze.

In conclusione – si legge nella sentenza – "deve essere annullato il decreto del 28 novembre 2002, nella parte in cui il Ministero delle attività produttive ha incluso Altroconsumo nell’elenco delle associazioni dei consumatori. Il Ministero dovrà quindi verificare sulla base dei principi contenuti nella presente decisione se l’assenza dei requisiti richiesti per l’iscrizione permane in capo all’associazione Altroconsumo, che risulta attualmente iscritta nel predetto elenco sulla base di successivi provvedimenti".

Pronta la reazione di Altroconsumo che sostiene: "La sentenza del Consiglio di Stato voluta dal Codacons fa riferimento all’iscrizione di Altroconsumo al CNCU dell’anno 2002 ed è il frutto di vecchie e strumentali polemiche nei confronti della nostra associazione. I rilievi del Consiglio di Stato nei confronti di Altroconsumo sono di carattere formale (come le elezioni interne) e non toccano la sostanza e la qualità del nostro lavoro di associazione di consumatori indipendente".

"Inoltre – ribatte Altroconsumo – il primo a non rispettare le regole di iscrizione al CNCU è proprio il Codacons, che ha dichiarato pubblicamente di non avere gli iscritti previsti dalla legge e di aver ricevuto finanziamenti dalle imprese. Per queste e altre ragioni quattro ricorsi pendono al Tar Lazio contro il Codacons. Altroconsumo – si legge nelle battute conclusive del comunicato – è legittimata ad esistere, prima che dallo Stato, dai 300.000 soci che la sostengono".

 

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