TUTELA CONSUMATORI. Codacons: società recupero crediti scrive dal carcere. Presentati due esposti

Arriva una lettera di recupero crediti per un presunto mancato pagamento di una bolletta telefonica di H3G. Ma la consumatrice salta sulla sedia: non tanto per la lettera in sé, inviata dalla società World Startel Communications, ma perché la sede della WSC risulta essere l’Istituto Penitenziario di Bollate. La lettera è partita da un carcere: è evidente nella carta intestata, è scritto a caratteri cubitali anche nell’incipit della lettera.

Ha forse scritto direttamente il Penitenziario? Il recupero del credito è stato forse approvato dal Ministero della Giustizia? Niente di tutto questo: la spiegazione è che la società di recupero crediti ha una convenzione che le permette di istituire call center presso istituti di pena. La vicenda è raccontata dal Codacons: "Evidente è l’intento di fare indebite pressioni psicologiche sul consumatore perché paghi il suo presunto credito. Una pressione indebita perché fa presupporre conseguenze maggiori nel caso non si paghi il debito", afferma l’associazione, che ha presentato un esposto all’Antitrust per pubblicità ingannevole e al Ministero della Giustizia per avere chiarimenti.

Spiega l’associazione: "Il Ministero della Giustizia, stando a quanto pubblicato sul sito della WSC, avrebbe fatto un accordo con questa società per consentire loro di "avviare laboratori e strutture Call Center anche negli Istituti di pena, utilizzando personale regolarmente assunto". Certo anche questa iniziativa, se fosse confermata, – prosegue l’associazione – desterebbe comunque forte perplessità e per questo il Codacons ha chiesto al Ministero della Giustizia di spiegare se la cosa corrisponda al vero e, in tal caso, di chiarire come mai, tra tutte le infinite possibili attività rieducative e tra tutte le molteplici possibilità lavorative a cui i detenuti possono dedicarsi, si sia scelta proprio quella di svolgere una attività particolarmente delicata e difficile come quella del recupero crediti, in cui, stando alla lettera, addirittura si afferma di poter procedere alla "fase di esecuzione". Forse che i carcerati possono uscire dal carcere con un permesso premio per eseguire un pignoramento?".

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