TUTELA CONSUMATORI. Codice del Consumo, Confconsumatori: “Modificare normativa clausole abusive”

L’attuale norma che discliplina le clausole abusive dei contratti non tutela sufficientemente i consumatori. Secondo quando sostiene Confconsumatori l’art 33, 2° comma, lett.u) del Codice del Consumo, che regola le clausole particolarmente vessatorie per il contraente debole, andrebbe modificata nella sua formulazione, poichè in grado di ledere il consumatore eludendo l’inderogabilità del foro competente.

A tale proposito Confconsumatori presenterà a Milano il giorno 15 maggio 2006, alle ore 11 presso il Circolo De Amicis la propria proposta di modifica della norma. Confconsumatori rileva come il termine "domicilio eletto", adottato dal legislatore, generi un "equivoco" ai danni degli stessi consumatori, lasciando aperto un escamotage ai professionisti per eludere l’inderogabilità della competenza del Giudice del luogo del consumatore (suo domicilio e/o residenza) in caso di controversie.

L’associazione chiede che "il Legislatore elimini dalla norma la locuzione "domicilio elettivo" dichiarando, di conseguenza abusiva, e quindi nulla, ogni clausola con cui il professionista faccia eleggere domicilio presso la propria sede o presso altro luogo a esso più confacente, perché crea un evidente squilibrio tra consumatore e professionista stesso. Vi è il rischio che in concreto il consumatore non venga mai a conoscenza di informazioni e comunicazioni relative al contratto e inviate al suo "domicilio eletto", dove probabilmente non si recherà mai, o solo occasionalmente".

L’iniziativa sarà illustrata da Mara Colla, Presidente Nazionale Confconsumatori, da Francesca Arnaboldi, Presidente Regionale Confconsumatori- Lombardia e dall’avv. Emilio Graziuso, Responsabile Confconsumatori Settore Legislativo. Confconsumatori proporrà, inoltre, una raccolta di firme, a livello nazionale, nelle proprie sedi e un esposto alla Commissione Europea, affinché la questione sia concretamente affrontata dal Legislatore italiano.

 

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