TUTELA CONSUMATORI. Comunitaria 2006: previste integrazioni al Codice del consumo

Il ministero delle Attività produttive è l’autorità competente per la cooperazione in materia dei consumatori relativamente all’applicazione della normativa su servizi turistici, clausole abusive nei contratti e garanzie nella vendita di beni di consumo per i quali non sono state indicate autorità di riferimento in sede di recepimento delle direttive di riferimento. Lo prevede il disegno di legge Comunitaria per il 2006 approvato nuovamente da Palazzo Chigi, nel corso del Cdm dell’1 giugno, su proposta del ministro per le Politiche europee Emma Bonino, in vista della dovuta ripresentazione al Parlamento.

Il testo, che riproduce integralmente il ddl già varato a fine febbraio dal precedente governo, all’articolo 19 novella la parte VI del Codice del consumo recependo quanto previsto dal regolamento CE n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 ottobre 2004.
Sempre all’articolo 19 della comunitaria 2006 si prevede che il ministero delle Attività produttive sia inoltre l’autorità competente in materia di elaborazione del Codice del consumo e si estende l’operatività dei poteri dell’autorità competente per le infrazioni transfrontaliere anche alle infrazioni nazionali. Con lo stesso articolo viene disposto inoltre che per l’attività sul territorio, il ministero delle Attività produttive, si possa avvalere della collaborazione delle Camere di commercio, di altre autorità pubbliche e delle Associazioni dei consumatori rappresentative a livello nazionale, precisando però che l’attività delle associazioni rimane circoscritta alle azioni inibitorie previste dall’articolo 139 del codice del consumo.

Sempre all’interno della comunitaria vengono individuati anche i criteri per l’attuazione della direttiva sull’assicurazione della responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli, stabilendo i massimali minimi obbligatori di copertura per l’assicurazione di responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli a motore e dei natanti e aggiornandoli a 5 milioni di euro per sinistro nel caso di danni alle persone e ad 1 milione per danni alle cose. Per adeguare gli importi minimi di copertura obbligatoria per i danni alle cose e alle persone è comunque previsto un periodo transitorio di cinque anni, a partire dall’11 giugno 2007.
Col provvedimento si fissa inoltre ai fini del risarcimento da parte del Fondo di garanzia per le vittime della strada, in caso di danni alle cose causati da un veicolo non identificato, una franchigia pari 500 euro, qualora per lo stesso incidente il Fondo sia intervenuto anche per il risarcimento di gravi danni alle persone. Il disegno di legge comunitaria 2006 prevede infine il recepimento di diverse direttive in materia ambientale e in tema di sicurezza alimentare.

 

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