TUTELA CONSUMATORI. Conciliazioni paritetiche, alcuni numeri

Si è parlato spesso dei vantaggi della conciliazione paritetica consumatori – aziende. L’ultima occasione è stato il convegno organizzato ieri da Consumers’Forum durante il quale l’associazione ha presentato il primo rapporto sulle negoziazioni paritetiche: nel 2009 sono state 29.938 le domande di conciliazione avanzate dai consumatori di cui il 77% si è concluso con esito positivo per il consumatore che si è visto riconoscere un rimborso. Dunque, come è stato più volte sottolineato, le negoziazioni paritetiche si sono dimostrate, nei 19 anni di vita, una valida ed economica alternativa al ricorso alla giustizia ordinaria.

Il rapporto di Consumers’Forum ha evidenziato i settori maggiormente interessati: telecomunicazioni al primo posto (55%) seguito dai servizi bancari (38%) e da quelli postali, energia e trasporti. In particolare, nel settore tlc, tre grandi gruppi (Telecom, Wind e H3G) praticano con successo da anni la conciliazione paritetica e i numeri lo dimostrano. Nel 2009, Telecom ha gestito 10.448 conciliazioni; Wind 2.360 e H3G 865. L’esito? Su un totale di 13.673 conciliazioni, il 92% di esse ha avuto successo. Gli indiscutibili vantaggi per il consumatore, così come per l’azienda, inducono sempre più imprese a firmare accordi di conciliazione: Fastweb, Vodafone, Agos e Trenitalia stanno sperimentando la conciliazione mentre Tele2 e UGF hanno firmato i Protocolli e a breve inizieranno la fase sperimentale. In totale si contano 23 Protocolli di conciliazione.

Nel settore bancario, invece, sono da sottolineare i risultati, a circa 5 mesi dalla sua applicazione, dell’Arbitro Bancario e Finanziario (ABF), il sistema di risoluzione delle liti tra i clienti e le banche e gli altri intermediari che riguardano operazioni e servizi bancari e finanziari gestito dalla Banca d’Italia. Dal 15 ottobre 2009, data in cui l’ABF è divenuto operativo, sono pervenuti 715 ricorsi di cui 121 sono stati già decisi. Nel 34% dei casi è venuta a cessare la materia del contendere in quanto il cliente ha ottenuto soddisfazione dall’intermediario prima della decisione dell’ABF.

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