TUTELA CONSUMATORI. Congresso MDC: voci a confronto. Longo confermato presidente

"I tuoi diritti prima di tutto". Il VII congresso del Movimento Difesa del Cittadino, che ha riconfermato alla presidenza Antonio Longo, è stato accompagnato da una tavola rotonda centrata su questo tema, dalla quale è emerso il ruolo delle associazioni dei consumatori che, in tempo di crisi economica, sono chiamate a rafforzare il loro impegno a tutela dei consumatori. L’evento, che si è svolto a Roma venerdì pomeriggio, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, dell’Abi, delle Autorità indipendenti, del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti e delle associazioni Adoc, Codacons e Unione Nazionale Consumatori. Dalla tavola rotonda sono emersi due dati: da un lato, il peso della crisi economica; dall’altro, il confronto fra banche, rappresentanti delle Autorità e associazioni.

La crisi ha fatto regredire l’Italia bruciando 11 anni di progressi per consumatori e imprese: la recessione ha riportato l’economia italiana indietro di quasi otto anni, con una inevitabile contrazione dei consumi che ha colpito soprattutto automobili, beni durevoli, abbigliamento, viaggi, turismo e alimentari. In particolare, con la crisi "è come se fossimo tornati indietro nel tempo di 7 anni e mezzo per il Pil (che è sceso del 6,8%) e per il reddito reale delle famiglie (il cui potere d’acquisto è sceso del 5,8%), di 6 anni e ¾ per l’occupazione (il numero degli occupati è sceso del 5,1%, equivalenti a 1,3 mln di unità a tempo pieno). E sul fronte dei consumi? Abbiamo "bruciato" 3 anni, visto che i consumi delle famiglie sono scesi del 3,1%".

I dati sono dell’Isae e sono stati illustrati dall’economista Senior Enrico D’Elia. Così, si stima che per tornare ai livelli precedenti alla crisi ci vorranno almeno 4 anni per il Pil, 1 anno e 3/4 per i consumi, 2 anni e 1/4 per il potere d’acquisto delle famiglie e 2 anno e 3/4 per l’occupazione. La contrazione dei consumi ha riguardato soprattutto beni durevoli (auto, elettrodomestici, mobili) che hanno subito il colpo più duro (meno 15%) mentre anche gli alimentari hanno fatto registrare un vero e proprio crollo del 7,4%. I consumi "incomprimibili" (alimentazione, abitazione, mobilità, istruzione, ecc.) sono diminuiti del 2,1%. Hanno retto meglio le spese per la casa, le spese mediche e l’istruzione mentre sono crollati alimentari, abbigliamento, mobili, elettrodomestici, veicoli, viaggi e turismo. Per D’Elia, però, non tutto è negativo: "La crisi è molto probabilmente alle nostre spalle", ha detto, aggiungendo che "ne stiamo uscendo perché il reddito nazionale ha cominciato a recuperare, i consumi hanno ricominciato a crescere prima del reddito delle famiglie. Quello che davvero va male è il lavoro". La crisi, ha argomentato D’Elia, "ha ridotto le capacità di spesa ma ha portato qualche piccolo vantaggio. L’inflazione ha rallentato, sono scesi i prezzi delle abitazioni anche se meno che in altri paesi, la caduta della domanda ha stimolato la concorrenza in molti settori ma non in quelli protetti, la caduta dei redditi ha reso i consumatori più attenti e consapevoli, c’è stata una razionalizzazione di settore nella distribuzione commerciale".

Dalla tavola rotonda sono emerse soprattutto le diverse visioni rappresentate dall’Associazione bancaria italiana e dalle associazioni dei consumatori, insieme alle voci delle Autorità indipendenti. A fare il punto sull’attività svolta in favore dei consumatori sono stati Alberto Grossi, Direttore consumatori e qualità del servizio dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, Francesca Ferri, Vicesegretario generale dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e Federico Flaviano, Direttore Tutela dei consumatori dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Tutti hanno ricordato le attività in favore dei consumatori svolte dalle Autorità, pur fra difficoltà legate alla carenza di personale (l’avvio dell’attività contro la pubblicità ingannevole ricordata da Ferri) e le nuove sfide poste dalle telecomunicazioni (Agcom). Grossi (AEEG) ha a sua volta annunciato un provvedimento nuovo di zecca: "Oggi (venerdì per chi legge, ndr) è uscita la delibera che conferma la rateizzazione delle bollette del gas. Uno sforzo dell’Autorità è stato quello di far sì che la liberalizzazione dei mercati non portasse a una diminuzione di qualità".

Vincenzo Devito, presidente del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, ha a sua volta sottolineato l’importanza di "mettere il cittadino al centro" e dunque il ruolo fondamentale svolto dalle liberalizzazioni con l’avvento delle parafarmacie, l’aumento dell’occupazione e la diminuzione del prezzo dei farmaci.

Il bilancio delle attività delle banche in tempo di crisi è stato illustrato da Giustino Trincia, responsabile dell’Ufficio Rapporti con le Organizzazioni dei Consumatori – Area Retail dell’Abi: sospensione dei debiti per 54 miliardi di euro e accoglimento di 179 mila domande da parte delle piccole e medie imprese, sospensione delle rate dei mutui per 31 mila famiglie, fondo nuovi nati. Conclusione?: "Nel triennio più critico, grazie alla collaborazione con 13 associazioni di consumatori, sono stati raggiunti risultati importanti per l’elevazione degli standard di sicurezza e qualità". L’obiettivo è ora quello di lavorare su trasparenza, tracciabilità, "lotta al contante".

La voce delle banche non è piaciuta al presidente del Codacons Carlo Rienzi, che si è dispiegato in un vero e proprio attacco all’intero sistema bancario (rifiutandosi di ascoltare a fine convegno la replica dell’Abi): "Le banche stanno dappertutto, stanno girando in tutti i convegni per dire quanto sono brave. Se non fosse stato per le banche, non saremmo usciti dalla crisi che le banche stesse hanno creato! Le banche non dovrebbero proprio parlare". Da qui un’accusa nei confronti dei cartelli, delle difficoltà nella rinegoziazione dei mutui, delle commissioni di massimo scoperto reintrodotte con voci diverse, di una class action che non decolla. Da Trincia, mentre Rienzi se ne andava via, la difesa centrata sulla necessità di evitare "facili forme di generalizzazione": "Occorre trovare soluzioni condivise. È difficile non prendere atto che se l’Italia è uscita meglio dalla crisi, questo dipende dalla capacità di risparmio degli italiani e dalla tenuta delle banche".

Alla tavola rotonda la voce di Massimiliano Dona, segretario nazionale dell’UNC, che ha ammorbidito i toni: "Le Autorità sono al nostro fianco, sono convinto che il mercato da solo non riesca ad essere attento ai consumatori. Alle Autorità possiamo rimproverare di non avere sufficienti mezzi, ma non è colpa loro. L’altra colpa incolpevole è quella di non poter sanzionare adeguatamente. Sul capitolo banche – ha detto Dona – intervengo con meno aggressività, ma effettivamente fa saltare sulla sedia una certa insofferenza alle regole delle grandi imprese". Però, ha aggiunto Dona, "noi associazioni continuiamo a dialogare con il mondo delle imprese perché nel dialogo con l’impresa l’attenzione si è elevata, ma in un contesto di crisi rischia di subire un’attenuazione. Esempio: noi portiamo in tavola e mettiamo sull’albero di Natal prodotti italiani pericolosi per la nostra sicurezza. La crisi è diventata occasione di marketing per le aziende, e il marketing è tutto improntato al tema del prezzo. I consumatori in contesto di crisi impazziscono per il gioco: c’è un consumatore schizofrenico che investe sulla fortuna".

Attenzione però, perché per la tutela del consumatore in tempo di crisi "bisogna tutelare di più anche e soprattutto le associazioni di consumatori". È la tesi esposta da Carlo Pileri, presidente dell’Adoc, che ha ricordato i tagli ai contributi dell’editoria per le associazioni, l’attacco portato dai tagli al 5 per mille e le origini della crisi: "In Italia la crisi è cominciata con l’introduzione dell’euro e con l’incapacità delle Istituzioni di gestire questo delicato passaggio. Poi c’è stata l’esplosione della crisi finanziaria, un problema internazionale che non poteva non riguardare anche l’Italia. La responsabilità sta nel non essere stati capaci di informare adeguatamente i risparmiatori. Quando non c’è risparmio – spiega Pileri – non c’è possibilità di investimento e i consumi continuano a diminuire. Ma il Governo ignora i problemi del consumo perché non sta più facendo scelte". Da Pileri, il riconoscimento dell’importanza della collaborazione fra associazioni: "Dobbiamo trovare una linea comune su alcuni punti strategici. L’esperienza del comitato Casper è ancora abbozzata, non vuole portare a una super-associazione però si basa sul alcuni punti importanti come la lotta alle speculazioni. Combattere assieme le speculazioni è un elemento importante perché alcuni risultati si possono portare a casa, anche sul piano mediatico, e così si fa un servizio ai consumatori".

 

di Sabrina Bergamini

Comments are closed.