TUTELA CONSUMATORI. Dall’Europa più protezione per prodotti difettosi

BRUXELLES – Più protezione sui prodotti difettosi e potenzialmente pericolosi, tracciabilità e maggiori controlli alla frontiera. L’Europarlamento ha votato a larga maggioranza una risoluzione di iniziativa con delle raccomandazioni chiare e precise alla Commissione europea in vista della revisione della direttiva Ue sulla sicurezza generale dei prodotti (DSGP) prevista per fine anno. Un buon primo passo per una maggiore tutela dei consumatori, ma il percorso è lungo e tortuoso in quanto simili revisioni devono essere prese in codecisione tra Ue e Stati membri e il testo del Parlamento non ha purtroppo valore legislativo.

"Abbiamo bisogno di rafforzare il sistema di sorveglianza del mercato e avere una sorveglianza che sia coerente in tutto il mercato unico europeo", ha detto Christel Schaldemose, socialista danese e responsabile della risoluzione.

La questione più annosa sembra proprio essere il controllo sull’importazione di prodotti difettosi da paesi extraeuropei, soprattutto dal Sud Est Asiatico. In quest’ottica si iscrive anche la legislazione sul "Made In" per cui i deputati italiani si stanno battendo da anni all’interno dello stesso Europarlamento. Diversi infatti gli interessi di tedeschi, inglesi e generalmente dei paesi del Nord Europa. Il Made In prevederebbe l’indicazione obbligatoria sul paese d’origine per le principali categorie di "prodotti importati da paesi terzi". Proprio l’ultimo aggiornamento (11 marzo) fatto dall’Italia al Sistema europeo di rapido scambio di informazioni (RAPEX), denuncia come pericoloso un brand di maxi stelle filanti importato dalla Cina perché troppo facilmente infiammabili.

Ecco allora che l’Europarlamento chiede alla Commissione d’introdurre sanzioni più severe nel caso di prodotti difettosi importati da paesi che violano le norme di sicurezza Ue e una maggiore attenzione alle vendite online, secondo dati Eurostat in costante crescita negli ultimi anni (Francia +31,4% nel 2010, Germania 17,2% e Gran Bretagna +12,4%). Un occhio particolare deve essere riservato a prodotti sensibili come farmaci ed alimentari.

Come? Intanto intensificando i controlli alla frontiera e puntando sulla "tracciabilità dei prodotti con ritiro definitivo dal mercato di quelli difettosi". Poi ci vuole "un quadro comune europeo per la sorveglianza del mercato dotato di risorse adeguate". Insomma, Commissione e Stati membri devono investire di più ed avvalersi dell’aiuto del Forum europeo per l’applicazione delle norme in materia di sicurezza dei prodotti (PROSAFE). A questo proposito, si auspica "lo scambio di pratiche sperimentate e testate" grazie ad una " piattaforma per un maggior coordinamento tra gli Stati membri". L’Aula di Strasburgo sollecita la Commissione a "istituire una banca dati pubblica d’informazione sulla sicurezza dei prodotti di consumo che comprenda una piattaforma per le denunce, se possibile basata sui sistemi regionali e nazionali già esistenti negli Stati membri". Questa banca dati, potrebbe essere costituita sviluppando le banche dati già esistenti, quali il Sistema europeo di sorveglianza del mercato (ICSMS) o la Banca dati sulle lesioni (IDB). Il Sistema europeo di rapido scambio di informazioni (RAPEX) costituisce uno strumento utile ed efficiente per far circolare tra gli Stati membri informazioni riguardo alle misure adottate rispetto ai prodotti pericolosi, ma secondo gli eurodeputati lo strumento deve essere ulteriormente migliorato.

Inoltre le revisione della Direttiva DSGP dovrebbe prevedere, in aggiunta ai già presenti riferimenti a "bambini" e "anziani", l’introduzione sulle etichette dei prodotti di un riferimento ai "disabili", allo scopo di garantire la sicurezza di tutti i consumatori particolarmente vulnerabili.
A questo riguardo l’European Consumers’ Organisation (BEUC) e l’European consumer voice in standardisation (ANEC), seppur soddisfatte della risoluzione, chiedono una maggiore attenzione ai prodotti dedicati ai bambini.


Alessio Pisano’

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