TUTELA CONSUMATORI. Ecco le aziende peggiori del 2009

Ad aggiudicarsi il Premio Bad Company Awards 2009 sono state Audi, Microsoft, easyJet e BP. L’Audi è stata giudicata una delle peggiori aziende del 2009 per la campagna pubblicitaria sulla nuova A3 diesel: la nuova A3 diesel è pulita e non danneggia l’ambiente; guidare quest’automobile è "verde" tanto quanto guidare una bicicletta. Era questa l’informazione che l’azienda ha dato ai consumatori. Anche easyJet ha vinto il premio per le scorrette informazioni al consumatore: viaggiare su un aereo easyJet per l’ambiente è meglio che guidare un’auto ibrida – recita lo spot pubblicitario della compagnia aerea.

Microsoft ha presentato il suo Windows 7 come un prodotto "verde", con alcuni componenti a risparmio energetico, invogliando in questo modo i consumatori ad acquistare un nuovo computer per "far girare" il nuovo software.

Infine, la BP è stata una delle peggiori aziende dell’anno per le sue pubblicità sulle emissioni e sulle energie alternative mandate nel momento in cui stava riducendo gli investimenti e i progetti sulle energie rinnovabili.

Un premio speciale poi è stato riservato alla Co2 is Green, appoggiata da molte industrie petrolifere, per i suoi tentativi di comunicare ai consumatori che l’aumento di emissioni di Co2 fa bene all’ambiente. L’iniziativa Bad Company Awards è organizzata dal Consumers International (CI), l’unica voce indipendente e mondiale a disposizione dei consumatori. Costituita da oltre 220 organizzazioni presenti in 115 paesi, CI ha costruito negli anni un potente movimento internazionale a protezione dei diritti dei consumatori, ovunque essi si trovino.

Da tre anni uno staff di esperti giudica le aziende attraverso dei criteri disegnati ad hoc per misurare l’abuso sui diritti dei consumatori di tutto il mondo. E’ stato il diritto dei consumatori a conoscere le informazioni sull’impatto ambientale dei prodotti e dei servizi ad essere al centro del Bad Company Awards 2009.

"L’impatto del comportamento dei consumatori sull’ambiente è una questione cruciale – ha detto Luke Upchurch di Consumers International – Stiamo andando verso i nuovi negoziati sul clima che si concluderanno a fine anno a Copenhagen e vogliamo che questi premi portano all’attenzione la necessità di avere una corretta informazione sui prodotti e i servizi che acquistiamo".

 

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