TUTELA CONSUMATORI. Enel multata dall’Antitrust per pratica commerciale sleale

Bollette della luce che arrivano in ritardo e utenti costretti a pagare gli interessi di mora. L’azienda che ha praticato questo comportamento scorretto è il Gruppo Enel e l’Antitrust oggi le ha inflitto una sanzione del valore di 435mila euro: 210mila euro di multa alla società Enel Servizio Elettrico e 225mila alla società Enel Energia. La pratica commerciale è stata giudicata scorretta in quanto "contraria alla diligenza professionale e idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio che essa raggiunge".

"La condotta contestata – si legge nel bollettino pubblicato oggi dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato – consiste nell’aver recapitato la bolletta per il pagamento dell’energia elettrica in ritardo rispetto ai termini di scadenza indicati nella stessa, e, tuttavia aver preteso dall’utente il pagamento degli interessi di mora per tardivo pagamento".

Le segnalazioni di tale pratica commerciale scorretta sono arrivate ai call center dell’azienda, da parte di diversi consumatori. "Malgrado gli utenti abbiano tempestivamente segnalato il ritardo ai call-center delle società in questione – continua l’Antitrust – questi hanno declinato le responsabilità all’azienda addossandole esclusivamente al vettore Poste italiane S.p.a."

Il procedimento istruttorio era stato avviato dall’Antitrust a giugno 2008; l’Enel si è difesa dicendo, appunto, che il servizio di consegna delle bollette è affidato, su scala nazionale a Poste Italiane e che spetta ad un ente terzo vigilare sul rispetto dei tempi e della qualità del servizio. L’esame dell’Autorità ha concluso che il servizio di distribuzione rispetta gli standard di qualità previsti, recapitando le fatture in media entro 4 giorni dall’emissione. Inoltre dal controllo dei call center preposti alla ricezione dei reclami, l’Autorità ha concluso che il consumatore non risulta in grado di sospendere il pagamento degli interessi di mora.

"Malgrado l’addebito di un importo non dovuto – si legge nel bollettino – l’utente non dispone di alcuno strumento per rimuovere le conseguenze di un ritardo a lui non imputabile. Le procedure di reclamo, infatti, risultano inidonee ad impedire il conteggio degli interessi, una volta che l’utente ha denunciato il tardivo recapito della fattura. Il sistema dei reclami prevede infatti lo storno degli interessi di mora nel solo caso in cui si accerti la responsabilità delle società committenti nella ritardata consegna, senza nulla prevedere in ordine a ritardi imputabili al vettore. Ove questi ritardi vengono tempestivamente segnalati agli uffici (call-center) a tal scopo preposti dalle società medesime, i call-center respingono le responsabilità delle società addossandoli esclusivamente sul vettore Poste".

Dunque dalla proposizione del reclamo il consumatore non trae alcun giovamento immediato e la pratica commerciale viene considerata aggressiva poiché "limita o è idonea a limitare considerevolmente la libertà di scelta del consumatore medio in relazione al servizio e lo induce o è idonea ad indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso".

Comments are closed.