TUTELA CONSUMATORI. Fiditalia e Adiconsum lanciano un fondo antiusura

Nuovi poveri crescono. In Italia, in un anno, più famiglie monoreddito con figli e pensionati si sono avvicinati alla soglia della povertà, indebitandosi per 19.500 euro. E’ per offrire una via d’uscita dal tunnel del sovrindebitamento e dell’usura a chi si trova in queste situazioni, che Fiditalia, società impegnata nel settore del credito al consumo e l’associazione di consumatori Adiconsum hanno annunciato oggi la firma di un accordo di collaborazione a favore di un accesso legale al credito.

L’accordo prevede la concessione e l’erogazione di prestiti personali, fino a 26.000 euro, a favore di soggetti a a rischio che si rivolgono agli Sportelli famiglia istituiti da Adiconsum.
Questo nuovo strumento di accesso legale al credito in grado di rispondere alle richieste di aiuto dei sempre più numerosi consumatori in difficoltà economiche, si affianca al fondo anti-usura del ministero dell’Economia e delle Finanze, gestito dal 1998 da Adiconsum.

Rispetto all’anno precedente, in cui l’indebitamento medio per nucleo familiare si attestava nell’ordine dei 18.000 euro, si è osservata una crescita annuale di ulteriori 1.500 euro. "Il Fondo di prevenzione dell’usura – ha spiegato Paolo Landi, segretario generale di Adiconsum – ha consentito di rispondere positivamente a oltre un migliaio di famiglie, sia direttamente con interventi del Fondo sia attraverso il rapporto negoziale con il sistema creditizio. La convenzione con Fiditalia amplia i fondi a disposizione e consentirà interventi su un numero maggiore di persone nell’ambito e nel rispetto delle regole già collaudate".

La valutazione delle richieste, la selezione e l’istruttoria delle pratiche saranno curate da Adiconsum, mentre i prestiti verranno erogati da Fiditalia, con i criteri di accesso stabiliti dal ministero dell’Economia e Finanze. "In qualità di operatori responsabili del credito al consumo – ha aggiunto Egidio Marsico, direttore generale e amministratore delegato di Fiditalia – non possiamo non confrontarci con il rischio sovraindebitamento e il problema dell’usura. Vorremmo che il credito al consumo venga percepito come strumento di sviluppo, ma siamo consapevoli che per questo è necessario creare un’educazione del ricorso al credito".

Se usato in maniera avventata, lo strumento del credito al consumo rischia di essere infatti una pericolosissima arma a doppio taglio: se consente alle famiglie di accedere al credito in modo abbastanza semplice e veloce, è altrettanto vero che può mettere il consumatore in serie difficoltà. Risultato: anche se in Italia il problema del sovraindebitamento non è ancora esageratamente grave rispetto a Paesi come Gran Bretagna o Stati Uniti, si assiste comunque sempre più spesso a famiglie letteralmente affogate nei debiti, costrette a dover ricorrere ad altri finanziamenti per estinguere l’indebitamento principale, una sorta di spirale infernale che si chiama "consolidamento debiti" ed è ormai uno strumento ampiamente diffuso e pubblicizzato da tutte le principali finanziarie.
Per non parlare poi di politiche commerciali sempre più aggressive verso il consumatore (interessi zero, acquista oggi paghi fra un anno, carte revolving destinate ai giovani), che rappresentano un messaggio culturale deresponsabilizzante e spesso ingannevole, con il risultato di spingere ogni anno sul baratro dell’indebitamento migliaia di famiglie italiane.

Proprio per far sanare situazioni di questo tipo, l’accordo raggiunto tra Adiconsum e Fiditalia prevede la concessione e l’erogazione di prestiti fino a 26.000 euro per quei soggetti a rischio, le cui richieste di credito sono state rigettate a causa della mancanza di requisiti previsti dalla legge.

Tra le condizioni di accesso al credito, va documentato l’effettivo stato di bisogno, la capacità di rimborso del finanziamento concesso per un indebitamento non superiore a 26mila euro (escluso il mutuo casa se in regola con i pagamenti delle rate) e la sottoscrizione del debito per esigenze personali e non d’impresa.

Infine, per fare un esempio dei tassi di interessi applicati dal nuovo fondo antiusura (calcolati su Eurobor a 3 mesi+l’1,60%), a oggi ammonterebbero al 6,20% circa, contro un tasso medio variabile tra il 12%-20% applicato dai tradizionali operatori del credito al consumo.

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