TUTELA CONSUMATORI. Fondo Solidarietà, le AACC scrivono al Ministero

Con una lettera inviata oggi al Ministero dell’Economia, le Associazioni dei consumatori chiedono alcune modifiche al Regolamento di attuazione del Fondo di Solidarietà per l’acquisto della prima casa. Per il biennio 2008-2009 il Fondo ha previsto 20 milioni di euro che, secondo le Associazioni dei consumatori, non sono più sufficienti ad andare incontro alle nuove esigenze delle famiglie colpite dalla crisi economica. Oltre all’aumento delle risorse, i Consumatori chiedono un allargamento della platea dei possibili beneficiari e l’eliminazione dei costi di gestione che gravano sul Fondo.

Help Consumatori ha chiesto le ragioni delle richieste delle Associazioni dei consumatori a Mario Finzi, Presidente di Assoutenti che è una delle 10 Associazioni firmatarie della lettera.

"Noi siamo partiti dal presupposto che questo Fondo di solidarietà è fermo da tempo mentre è importante attivarlo il più presto possibile ed, inoltre, è molto esiguo. Con i suoi 20 milioni di euro non può essere concepito come uno strumento autonomo in grado di risolvere realmente i problemi delle famiglie; noi vogliamo che diventi integrativo di altre provvidenze che nel frattempo sono state poste in essere, in varie sedi. Pensiamo in particolare al Piano Famiglie dell’Abi. Dunque prima di tutto vogliamo che questo Fondo si muova nell’ambito di altri interventi e poi pensiamo che questo Fondo sia stato concepito in una situazione economica diversa da quella attuale ed aveva degli obiettivi che oggi vengono concepiti meglio attraverso altre provvidenze. Ad esempio il Fondo interveniva in una situazione di aumento improvviso del costo dei mutui, cosa che è stata diversamente risolta".

"Quindi il nostro obiettivo oggi – ha spiegato Finzi – è quello di rendere queste risorse finanziarie utili alla situazione finanziaria delle famiglie di oggi. In particolare chiediamo l’inclusione di alcune categorie che sono escluse dal Fondo, come i cassa integrati, le piccole partite Iva che hanno dovuto chiudere le partite Iva a causa della crisi economica e che hanno bisogno di un sostegno che oggi il Piano Famiglia dell’Abi non dà. Noi vogliamo ampliare la platea dei possibili beneficiari, e chiediamo che vengano eliminati i costi di gestione del Fondo, per evitare che gran parte delle risorse vengano assorbite da questi costi e non vadano, invece, all’obiettivo del Fondo. In poche parole noi chiediamo una nuova formulazione del Fondo per affrontare le nuove emergenze delle famiglie".

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