TUTELA CONSUMATORI. Il Cese chiede riformulazione proposta direttiva su diritti consumatori

Il Comitato economico e sociale europeo (Cese) "ritiene che la proposta presentata dalla Commissione sia inferiore a quanto atteso ed auspicabile": è quanto si legge nel parere espresso in merito alla Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sui diritti dei consumatori, parere adottato a metà luglio con 68 voti favorevoli e 1 astensione. Numerosi i rilievi fatti dal Comitato, che "raccomanda che la proposta di direttiva sui diritti dei consumatori presentata dalla Commissione" venga "riformulata" e che "piuttosto che cercare di realizzare un’armonizzazione completa, ci si limiti a un’armonizzazione orizzontale delle vendite negoziate fuori dei locali commerciali e delle vendite a distanza, perché si tratta delle fattispecie più interessate dal commercio transfrontaliero".

Secondo il Cese, la proposta "non presenta innovazioni in alcuni aspetti importanti, come quelli riguardanti l’assistenza post-vendita e i pezzi di ricambio o la responsabilità diretta del produttore e delle reti di distribuzione". Il parere evidenzia inoltre la necessità di chiarimenti terminologici. "Il consumatore europeo – scrive inoltre il Cese – non può essere visto soltanto nella prospettiva del mercato interno o considerato un attore razionale, avveduto e informato, che prende le sue decisioni esclusivamente secondo una logica di concorrenza e la cui protezione potrebbe consistere, in sintesi, nel mettere a sua disposizione informazioni migliori e più ampie".

Il Cese, si legge ancora nel parere, "constata che le gravi carenze avvertite in relazione alla risoluzione delle controversie e al risarcimento dei danni subiti rappresentano un fattore determinante, ‘se non il più determinante’, del mancato sviluppo del commercio transfrontaliero nella misura auspicata. La proposta della Commissione non tiene però conto di questa preoccupazione rilevata da Eurobarometro".

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