TUTELA CONSUMATORI. Invio fatture, spese di spedizione non sono dovute

Il contributo spese di spedizione è "non dovuto". Un associato che si è rivolto a Confconsumatori Campania ha avuto riconosciuto, nella sentenza di primo grado del Tribunale di Napoli, un rimborso pari a circa 12 euro, pari a tutte le somme corrisposte a titolo di contributo spese di spedizione a Telecom Italia. È quanto rende noto oggi Confconsumatori Campania, che sottolinea come "molto spesso le società che erogano servizi quali telefonia, gas, energia nonché tv a pagamento, richiedono in calce alle fatture che inviano ai propri clienti, un cosiddetto "contributo spese di spedizione" aggravato di imposta Iva. Si tratta di somme pari a circa un euro per ogni singola fattura, ma che moltiplicate per i milioni di utenti e per periodi superiori ai dieci anni costituiscono un ingiustificato arricchimento a danno degli utenti".

Lo stesso legislatore ha dichiarato tali somme "non dovute", ricorda l’associazione, ma molte società inseriscono nelle condizioni generali e in via unilaterale clausole che pongono questi costi a carico dei consumatori. Spiega Confconsumatori che "nonostante l’art. 21, comma 8 D.P.R. N. 633/72 stabilisca che non si possono richiedere le spese di spedizione di fattura, molte società, tra cui la stessa Telecom Italia (nell’ art. 14 punto 6 del contratto), inseriscono nelle proprie condizioni generali e in via unilaterale, clausole abusive"; ci sono state molte cause ma " l’importanza della sentenza di Napoli è che per la prima volta si ricostruisce in maniera dettagliata e specifica, le molteplici ragioni per cui l’art. 14 punto 6 è da considerarsi clausola abusiva ai sensi dell’art. 1469 e ss".

"Il giudice nel caso in esame – spiega l’avvocato Francesco Saverio Orlando, della Confconsumatori Campania – oltre a censurare il comportamento della Telecom Italia, rileva anche l’assenza di trasparenza, e l’ipotesi di un cosiddetto "Prezzo occulto", che non consente al consumatore di poter comprendere con assoluta chiarezza il costo effettivo che dovrà esborsare per il servizio e/o prodotto che andrà ad acquistare, in palese inosservanza dell’art. 13 del codice del consumo. Invitiamo non solo i nostri associati ma tutti gli utenti consumatori, ad esaminare con molta attenzione, le singoli voci che compongono le fatture di pagamento inviate dalle società".

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