TUTELA CONSUMATORI. Invito all’acquisto? Corte UE precisa gli elementi da “dare” al consumatore

Un invito all’acquisto è una comunicazione commerciale che indica le caratteristiche e il prezzo del prodotto nelle forme appropriate rispetto al mezzo impiegato per la comunicazione commerciale e pertanto tale da consentire al consumatore di effettuare un acquisto. E’ quanto chiarisce la Corte di Giustizia dell’Unione Europea chiamata in causa dal giudice svedese rispetto alla controversia tra la Ving, agenzia di viaggi svedese, e il mediatore incaricato della difesa dei consumatori.

La Ving ha pubblicato su un quotidiano svedese la pubblicità di alcuni viaggi a New York, ma secondo il mediatore l’indicazione del prezzo era ingannevole poiché ometteva alcune informazioni importanti.

La Corte UE ha tirato in ballo la direttiva del Parlamento e del Consiglio 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali, secondo cui è ingannevole una pratica commerciale che – attraverso azione o omissione – non fornisce le informazioni minime o sostanziali di cui il consumatore medio ha bisogno prima di procedere ad un acquisto.

Ma la direttiva non prevede l’indicazione di un prezzo finale, quindi la Corte non esclude che un "prezzo di partenza" (ovvero il prezzo minimo al quale è possibile acquistare il prodotto) possa soddisfare il requisito relativo all’indicazione del prezzo. Cioè può succedere che, a causa del supporto utilizzato, sia difficile mostrare il prezzo del prodotto per ciascuna delle sue varianti. Spetta al giudice del rinvio verificare se la menzione di un prezzo di partenza consenta al consumatore di prendere una decisione di natura commerciale. La sola indicazione di un prezzo di partenza in un invito all’acquisto non può essere considerata di per sé come un’omissione ingannevole, ma spetta al giudice verificare se l’omissione delle modalità di calcolo del prezzo finale impedisca al consumatore di prendere una decisione consapevole di natura commerciale.

Inoltre la rappresentazione verbale o visiva del prodotto, secondo la Corte, permette di soddisfare il requisito relativo all’indicazione delle caratteristiche del prodotto, che possono variare notevolmente a seconda della natura del prodotto stesso. Anche in questo caso spetta al giudice stabilire, caso per caso, se il consumatore disponga di informazioni sufficienti a identificare e distinguere il prodotto al fine di prendere una decisione di natura commerciale. Può essere sufficiente che siano indicate solamente alcune delle caratteristiche principali di un prodotto, se l’offerente rinvia, per il resto, al proprio sito Internet, a condizione il sito fornisca le informazioni rilevanti relative alle caratteristiche principali del prodotto, al prezzo e alle altre condizioni, come richiesto dalla direttiva. Spetta al giudice, infine, valutare, caso per caso, prendendo in considerazione il contesto dell’invito all’acquisto, il mezzo di comunicazione impiegato, la natura e le caratteristiche del prodotto, se la sola indicazione di alcune caratteristiche principali del prodotto permetta al consumatore di prendere una decisione consapevole.

 

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