TUTELA CONSUMATORI. La rivoluzione civica al Congresso Nazionale di Cittadinanzattiva

"Siamo convinti che far funzionare bene i servizi per i cittadini contribuisca a creare una società più giusta per tutti, come dice Dolores Fonte". Lo ha detto Teresa Petrangolini, Segretario Generale di Cittadinanzattiva, introducendo i lavori del Congresso Nazionale dell’associazione dei consumatori, iniziato oggi a Roma, che festeggia i trent’anni di attività. "Questo Congresso – ha dichiarato Petrangolini – ha il compito di decidere come intendiamo spendere gli anni che abbiamo di fronte, a partire dal prossimo quadriennio. Il passato, la nostra storia, ci devono servire come una promessa per il futuro".

La relazione introduttiva della Segretaria Generale di Cittadinanzattiva fa un’analisi dell’attività svolta fino ad oggi e lancia una proposta forte per il futuro: la "rivoluzione civica, vale a dire un processo di cambiamento che metta veramente il cittadino come utente e come attore al centro della politica e delle politiche, liberando l’Italia da un blocco, che non è stato superato nemmeno con le recenti innovazioni del Partito democratico e del polo del centrodestra". Il terreno sul quale avviare la rivoluzione civica è, secondo Cittadinanzattiva, quello delle politiche sociali e del welfare.

Teresa Petrangolini ha spiegato che nel ’78 la scommessa era quella di aprire, "di fronte alla crisi della capacità da parte degli Stati di governare da soli le società, un grande spazio per altri soggetti, non statali, civici, capaci di svolgere anch’essi un ruolo di costruzione della dimensione pubblica, a partire dai bisogni dei cittadini".

Cittadinanzattiva fa un bilancio sostanzialmente positivo dei suoi 30 anni di lavoro: a partire dal riconoscimento come soggetti costituzionali, "considerati capaci di costruire l’interesse generale in modo paritario e sussidiario rispetto ai soggetti pubblici". Da non sottovalutare è la crescita nella fiducia della collettività, come dimostrano vari sondaggi sul consenso in cui le organizzazioni civiche sono ai primi posti; per non parlare della crescita dell’attivismo civico in termini di organizzazioni e di numero e della capacità concreta di rispondere alle esigenze dei cittadini.

"Non dimentichiamo – ha aggiunto Petrangolini – che esperienze come il Tribunale per i diritti del malato e le Carte dei diritti del malato sono andate oltre i nostri confini e rappresentano un faro per le politiche europee sulla salute o che in questi quattro anni i nostri servizi Pit sono stati in grado di tutelare direttamente, tramite la tutela sociale, quella legale e la conciliazione, più di 100.000 persone, senza contare il pubblico ben più numeroso raggiunto attraverso i nostri progetti, i materiali, i siti (nazionale e regionali), la presenza sui media".

"Oggi ci troviamo ad un bivio: o decidere di essere una organizzazione di nicchia o proporci come parte della nuova classe dirigente del paese". Cittadinanzattiva non vuole limitarsi nella sua azione, ma vuole andare oltre.

LINK: La relazione di Teresa Petrangolini

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