TUTELA CONSUMATORI. MC: è boom dei “compro oro”. Servono più garanzie per le famiglie

"Compro oro": i punti di acquisto stanno proliferandonon è un caso che il rapporto Istat evidenzi rischio di povertà per quasi un quarto degli italiani – e i numeri resi noti dal Movimento Consumatori parlano di "20.000 punti vendita aperti in tutta Italia, di cui la maggior parte al Sud. 350 mila euro il volume di affari per ogni punto vendita. Nessuna Iva da pagare, in quanto l’attività rientra nelle attività di rottamazione. A parte un registro di carico e scarico merce, nessun obbligo di richiedere un documento che comprovi la proprietà dell’oggetto preso in carico. L’unico obbligo di legge è la registrazione dei dati del venditore, spesso disatteso".

A vendere sono soprattutto persone in forte difficoltà economica che cedono anche i gioielli di famiglia per racimolare il denaro necessario in una situazione di crisi. Spiega MC che "per legge l’oro ritirato è destinato alla "fusione", ma non sempre i gioielli prendono quella via. Spesso, invece gli oggetti di maggior pregio sono destinati a una reimmissione in commercio".

"In qualità di associazione a difesa dei diritti dei cittadini – spiega Rossella Miracapillo, segretario generale del Movimento Consumatori- chiediamo che vengano date più garanzie a chi è costretto a vendere e a ricorrere a questi negozi. Ai consumatori possiamo dare alcuni consigli: fidarsi solo dei venditori che richiedono i dati, fornendo la carta d’identità per lasciare traccia dell’avvenuta vendita; confrontare il prezzo di cessione dell’oro in più punti vendita (si possono trovare sostanziali differenze di prezzo d’acquisto tra un punto e l’altro). Inoltre, consigliamo i cittadini di riflettere bene prima della vendita dei propri oggetti preziosi, visto che eventuali ripensamenti, ci risulta da diverse segnalazioni, comportano spesso da parte del compratore la richiesta di un pagamento per ritornare in possesso del proprio oro anche appena ceduto".

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