TUTELA CONSUMATORI. Michelangeli (Lazio): “Dare voce a chi non ce l’ha”

Passi avanti nel Lazio per la tutela dei consumatori. È appena passata in giunta una delibera tesa ad aggiornare la legge esistente, mentre va avanti l’attività dell’assessorato alla Tutela dei consumatori, fra segnalazioni e azioni propositive, con uno sguardo a internet (il portale del consumatore) e uno alla promozione di una corretta alimentazione fra i giovani. Il Lazio è la prima regione a essersi dotata di un assessorato dedicato a questi temi. A ricoprire la carica è Mario Michelangeli, assessore alla Tutela dei consumatori e Semplificazione amministrativa. Pochi giorni fa la giunta, su sua proposta, ha approvato la delibera sulla nuova legge regionale "Nuove norme in materia di tutela dei diritti del cittadino consumatore e utente". "Abbiamo approvato la delibera in giunta – racconta a Help Consumatori Mario Michelangeli – È una proposta di legge della giunta che viene trasmessa al Consiglio regionale. Adesso si avvia l’iter del Consiglio regionale. Andrà prima in commissione poi in Aula. Speriamo di poterla approvare entro quattro, cinque mesi".

Quali saranno le novità introdotte?

C’è di fatto un aggiornamento. La legge sulla tutela dei consumatori che avevamo era la 44 del 1992. Era sicuramente una legge molto avanzata per l’epoca ma risentiva dei limiti del tempo. Nel frattempo c’è stato il Codice del consumo nazionale e ci sono le normative europee. Nella nuova legge ci sono innanzitutto i principi ispiratori, una decina. Si prende atto che esiste una sensibilità a livello regionale, con un assessorato alla Tutela dei consumatori che è stato istituito per la prima volta nella nostra Regione – è l’unica in Italia che ha un assessorato alla Tutela dei consumatori – e sulla base di questo affidiamo alla Regione, attraverso la legge, il compito di tutelare i diritti dei cittadini a trecentosessanta gradi. Altri elementi positivi sono legati alla strutturazione dell’intervento regionale sul consumerismo, quindi il ruolo delle associazioni dei consumatori, il ruolo dell’organismo regionale che raggruppa le associazioni dei consumatori, il fatto che sia stata istituita in tutte le province la delega alla tutela dei consumatori – e noi stiamo spingendo perchè sia fatta anche dai Comuni – e quindi un programma operativo insieme a tutti gli altri enti locali, oltre che con le associazioni dei consumatori. Nella legge abbiamo sancito che c’è un piano triennale per la tutela dei consumatori e un piano operativo annuale.

Il Lazio è la prima Regione che ha istituito un assessorato alla tutela dei consumatori. Qual è il bilancio dell’attività che sta svolgendo dal 2005?

È un bilancio sicuramente positivo. Quando è stato istituito l’assessorato, c’era soltanto il Comitato regionale utenti e consumatori che raggruppava le associazioni, che avevano solo la funzione di esprimere qualche parere consultivo quando venivano consultate, generalmente quasi mai. Con l’assessorato alla Tutela dei consumatori le associazioni hanno acquisito un peso specifico più forte perchè hanno avuto un interlocutore e un momento di confronto. Nel programma redatto insieme a loro c’era inizialmente l’idea di modificare la legge 44/92. Poi in corso d’opera ci siamo resi conto che ne andava fatta una nuova, pur riprendendo i principi della 44/92. Abbiamo cominciato col programmare innanzitutto una filosofia: quella di dare voce a chi voce non ce l’ha. Abbiamo voluto interpretare l’assessorato alla Tutela dei consumatori come quello che dà voce a chi molto spesso non ce l’ha perchè si scontra con la burocrazia, si scontra con le grandi imprese. E in questo senso abbiamo istituito una rete per l’ascolto dei cittadini. Abbiamo aperto il portale dei consumatori, interattivo. Abbiamo aperto un contact center dove si può telefonare, scrivere, mandare email, sottoporre problematiche. Riceviamo qualcosa come un migliaio di lettere e di telefonate di protesta all’anno. E sono tematiche di cui ci occupiamo. Stiamo per aprire sul territorio settanta sportelli dei consumatori che saranno gestiti direttamente dalle associazioni. Abbiamo una serie di attività che riguardano l’Osservatorio sui prezzi, l’Osservatorio sulla qualità dei servizi. Abbiamo fatto iniziative sull’alcolismo. Stiamo facendo una campagna sulla sana alimentazione nelle scuole del Lazio, con un opuscolo diffuso in 270mila copie. Penso che queste attività abbiano dato un peso specifico in più al cittadino, anche se ancora scontiamo qualche limite, perchè i soldi a disposizione non sono poi molti e, nello stesso tempo, di cultura della tutela dei consumatori non è stata ancora impregnata tutta la pubblica amministrazione. E questo è un altro obiettivo sul quale stiamo lavorando.

Cosa manca nella pubblica amministrazione per dare risposte ai consumatori?

Parliamoci chiaro: quando l’amministrazione si occupa di sanità o di lavori pubblici ovviamente si occupa anche di cittadini. Però se ne occupa in maniera indistinta e va a risolvere le problematiche di tutti, quelle generali. Quello che manca dal mio punto di vista, come assessore alla Tutela dei consumatori, è che molto spesso, proprio perchè l’attività è generale, non si va a cogliere una serie di osservazioni o proteste o segnalazioni che i singoli cittadini fanno in merito a questioni determinate, ad esempio la gestione delle acque. Questo dovrebbe far sì che tutta la pubblica amministrazione faccia proprie queste tematiche, e se ne faccia carico in maniera più diretta e più puntuale rispetto alla programmazione generale. E poi ascoltare di più le associazioni dei consumatori su tutta una serie di problematiche. Loro lamentano molte volte di non essere ascoltate sulle questioni dei rifiuti, della sanità, dei ticket. Io cerco di spingere perchè questo avvenga, ma non sempre avviene.

Secondo la sua esperienza, quali sono i problemi principali o le criticità dei cittadini consumatori nella Regione Lazio? Ci sono dei problemi specifici che pesano di più?

Sicuramente in questo momento è il caro vita. Abbiamo fatto un monitoraggio dei prezzi al consumo, soprattutto dei beni di prima necessità, e abbiamo riscontrato una serie di aumenti, che si sono stabilizzati ma con un aumento medio dal 5 al 10 per cento su prodotti come pasta e pane. Il carovita è stato il problema maggiormente sentito dai cittadini. Le problematiche che molto spesso ci sottopongono riguardano inoltre la qualità di alcuni servizi. Mi riferisco in particolare ai pendolari e al trasporto pubblico, anche se per quanto noi possiamo intervenire su Trenitalia, c’è una carenza strutturale, che è quella dell’acquisto di nuovi treni. Ma ci occupiamo anche di iniziative in positivo. Come la campagna per l’alimentazione sana, con un opuscolo molto bello destinato ai ragazzi dai 9 ai 14 anni, con una favola dove raccontiamo come si fa a mangiare sano, in 270 mila copie con un costo basso e carta riciclata: facciamo anche azioni positive e propositive. Non aspettiamo solo che ci arrivino le proteste dei cittadini, cerchiamo di fare anche noi qualcosa per i cittadini.

Lei interviene da un osservatorio privilegiato: c’è qualcosa che ancora manca alle associazioni dei consumatori per rendere la loro attività più incisiva?

Non è ancora molto diffusa la cultura del consumerismo in Italia. Non è ancora come negli Stati Uniti d’America. Manca anche la possibilità della class action, perchè se questa ci fosse le associazioni acquisirebbero un ruolo maggiore, dimostrerebbero ai cittadini che l’associazionismo è utile per difenderli al meglio e intraprendere cause nei confronti di grosse società. Oggi non è possibile, e ogni cittadino se vuole intraprendere un’azione legale la deve fare da solo. Invece con la class action la può fare in maniera collettiva. Poiché su tante cose talvolta il gioco non vale la candela, il cittadino non si muove. Se invece c’è l’iniziativa collettiva, i cittadini sono più forti e sono anche più utili le associazioni. Questa cultura ancora manca. Il Governo ha poi bloccato la class action, e in qualche modo sta frenando anche lo sviluppo dell’associazionismo.

La sua previsione sul futuro della class action?

Io faccio appello al Governo che la mantenga e che da gennaio possa essere operativa. Il vecchio Governo l’aveva introdotta, il nuovo Governo l’ha sospesa fino al primo gennaio. Mi auguro che non la tolga, perchè su questo ci sarà una grossa protesta anche da parte nostra.

 

di Sabrina Bergamini

 

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