TUTELA CONSUMATORI. Milano, a convegno le nuove regole contro le pratiche commerciali sleali

Come conseguenza della crisi economico-finanziaria che accentua la concorrenza tra le imprese, il consumatore è sempre più sollecitato da offerte commerciali che vogliono apparire eccezionalmente vantaggiose e non sempre lo sono. Ma come tutelare i consumatori da possibili pratiche commerciali scorrette? Per rispondere a questi interrogativi si è tenuto questa mattina il convegno "Pubblicità ingannevole e pratiche commerciali scorrette: quali garanzie per il consumatore dalle nuove regole?", organizzato da UnionCamere Lombardia e Isdaci, l’istituto per lo Studio e Diffusione del diritto commerciale Internazionale.

Nonostante l’esistenza di una specifica normativa, questa appare complessa e di difficile interpretazione e applicazione operativa. Il 21 settembre 2007 sono entrati infatti in vigore i decreti legislativi n. 145/2007 e 146/2007 che hanno recepito la Direttiva comunitaria 2005/29/CE, introducendo una nuova disciplina della pubblicità ingannevole e comparativa e delle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori, per imporre alle imprese comportamenti virtuosi, non solo in termini di comunicazione pubblicitaria ma anche per scongiurare ogni tipo di condizionamento della volontà del consumatore che potrebbero indurlo a stipulare un contratto non programmato o, comunque, a subire condizioni diverse da quelle che dovrebbero essere proprie di una libera negoziazione.

L’attuazione della normativa, sia per gli aspetti di pubblicità ingannevole sia per la repressione delle pratiche commerciali scorrette, è stata affidata all’Autorità garante della concorrenza e del mercato che ha ora la possibilità di avviare i procedimenti non soltanto in seguito a segnalazioni ma anche d’ufficio.

"Questo si presenta come un dato assolutamente importante dal punto di vista della tutela dei consumatori – ha dichiarato a Help Consumatori Renato Mattioni, Segretario generale della Camera di Commercio di Monza e Brianza – considerato che il ricorso all’Antitrust possiede caratteristiche di competenza, velocità di procedura e immediatezza che rendono questo strumento competitivo rispetto alla nota lentezza del tradizionale apparato giudiziario".

Ma il legislatore comunitario ha guardato con interesse anche ad un altro strumento in grado di svolgere fin da subito un’utile funzione per la tutela del consumatore e degli operatori corretti: si tratta dei Codici di buona condotta, elaborati dagli operatori economici tramite le relative associazioni di categoria per generare comportamenti corretti e prevenire attività sleali.

"Nell’opera di redazione dei codici di autodisciplina possono ricoprire un ruolo fondamentale le Camere di Commercio, in quanto enti super partes nell’ambito della comunità economica – ha continuato Mattioni, indicando negli sportelli di conciliazione camerali e nelle associazioni attive difesa in Lombardia e nel Difensore civico, un ulteriore e fondamentale strumento per la difesa dei diritti dei consumatori.

Un’indicazione con cui concorda Tommaso Di Buono, segretario generale di Adiconsum Milano. "Certo, la legge non è l’unico riferimento, è fondamentale lo strumento rappresentato dai tavoli di confronto tra le parti: Inoltre, il ruolo delle associazioni dei consumatori sarà ancora più attivo con l’introduzione della class action, poiché l’ennesima stesura della legge prevede che l’azione collettiva possa essere esercitata in caso di pratiche sleali nei confronti del consumatore".

di Flora Cappelluti

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