TUTELA CONSUMATORI. Milano, protezione nei mercati finanziari: la strada è ancora lunga

Si è tenuta oggi a Milano una giornata di studio sulla "Protezione dei consumatori e tutela della concorrenza nei mercati finanziari", organizzata dall’università Cattolica del Sacro Cuore. Al cuore dell’iniziativa il benessere dei consumatori come principale obiettivo della politica di tutela della concorrenza. Gli sviluppi dell’economia dell’informazione hanno però evidenziato che, negli ultimi anni e in numerose circostanze, il meccanismo concorrenziale non è stato sufficientemente in grado di assicurare esiti ottimali per i consumatori.

A questo proposito, la case history è piuttosto nutrita, come per esempio, quando la concorrenza in un mercato accresce i costi di ricerca, oppure quando i consumatori hanno un atteggiamento "passivo" o difficoltà a valutare gli elementi di prezzo e di qualità di fronte all’offerta di prodotti "complessi" o sofisticati, come i prodotti derivati o gli hedge fund.

"I mercati finanziari, caratterizzati da asimmetrie informative e da complessità dei prodotti offerti, rappresentano un ambito notevole di applicazione", ha dichiarato Luigi Fiorentino, dell’Autorità garante della concorrenza del mercato, precisando che "tutela significa anche aiutare il consumatore a crescere e finalmente, da qualche tempo a questa parte, si cominciano a intravedere i primi segnali di maggior diffusione di educazione finanziaria tra i consumatori".

Negli ultimi anni, numerosi interventi normativi sono stati effettivamente confezionati con un obiettivo preciso: mirare direttamente alla protezione dei consumatori andandosi ad aggiungere agli strumenti di politica antitrust.

La Direttiva Europea 2005/29/CE del Parlamento europeo, relativa alle pratiche comemerciali sleali tra imprese e consumatori, armonizza le normative degli Stati membri in questa materia, con l’obiettivo di evitare "sensibili distorsioni della concorrenza e ostacoli al buon funzionamento del mercato interno".

"La direttiva trova attuazione in Italia con il D. Lgs. n. 146 del 2 agosto 2007, che individua come autorità competente la stessa Autorità garante della concorrenza e del mercato", ha aggiunto Fiorentino, precisando che "le politiche antitrust devono capire che la concorrenza non è fine a se stessa, ma è invece in prima linea nella difesa del consumatore, rendendolo più consapevole delle sue scelte".

Dalla giornata di studio è emerso inoltre che gli interventi diretti alla protezione dei consumatori possono svolgere ruoli differenti, nelle diverse circostanze, rispetto all’obiettivo di tutela della concorrenza.

"In taluni casi, svolgono un ruolo complementare, in altri, un ruolo sostitutivo, in altri ancora, possono generarsi tensioni tra gli strumenti di protezione dei consumatori e la tutela della concorrenza nei mercati, determinando effetti ambigui, nel lungo periodo, sullo stesso benessere dei consumatori", ha precisato Giuseppe Zadra, direttore generale dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana), ammettendo in apertura del suo intervento di essere "un po’ turbato" dal titolo stesso del Convegno.

"Nonostante da 17 anni a questa parte siano stati fatti enormi sforzi in questa direzione, bisogna ammettere che, al momento, tutela della concorrenza e protezione dei consumatori non sono ancora la stessa cosa e spesso non sembrano andare neanche nella stessa direzione".

Secondo il direttore generale dell’ABI inoltre, l’educazione finanziaria del consumatore italiano lascia invece ancora a desiderare: "Dobbiamo ammettere che ci sono classi di consumatori che non sono ancora disponibili ad assumersi l’onere delle informazioni e prendere atto che servono riforme ipersemplificate e forse fare un ulteriore passo verso l’introduzione di misure più didattiche".

Francesco Silva, direttore della rivista "Consumatori, diritti e mercato", ha messo invece l’accento sulla trasparenza delle informazioni all’utente finale. "I consumatori segnalano che le informazioni non sono sempre chiare e forse bisognerebbe fare un maggiore sforzo autoregolativo: "Patti chiari" potrebbe forse dare un maggiore contributo in questa direzione".

Insomma, nel corso della giornata di studio è emerso chiaramente che ci sono ancora numerose questioni per le quali è ancora necessario un approfondimento in direzione della trasparenza e della tutela dei consumatori.

di Flora Cappelluti

 

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