TUTELA CONSUMATORI. Mobilificio sbaglia misure della cucina. MDC ottiene risoluzione del contratto

Ecco una storia a lieto fine, in cui il consumatore viene tutelato nei suoi diritti di acquirente. E’ successo ad una coppia di Ferrara che, ad agosto 2010, aveva sottoscritto un contratto con una società di rivendita di mobili da arredo per l’acquisto di una cucina accessoriata al prezzo di 8.600 euro. Tornati a casa, i coniugi hanno avuto una brutta sorpresa: il mobilificio aveva sbagliato le misure della cucina. La coppia si è quindi rivolta alla ditta di mobili per rescindere il contratto, ma questa non aveva intenzione di farlo pretendendo anzi l’integralità della somma ancora da corrispondere (a fronte della consegna della cucina) o, in caso contrario, una penale del 30%.

Allora la coppia si è rivolta al Movimento Difesa del Cittadino di Ferrara che, grazie all’avvocato Gianni Ricciuti, ha raggiunto un accordo con la ditta di mobili, evitando di andare in causa: "pagando solo 3000 euro – spiega l’avvocato Ricciuti – i clienti potranno scegliere ed acquistare i mobili preferiti, fino al raggiungimento di quella cifra, indipendentemente dalla cucina, ormai definitivamente scartata. E ciò, a prescindere dal contratto in cui effettivamente la coppia si era impegnata all’acquisto della cucina per una cifra notevolmente più alta".

 

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