TUTELA CONSUMATORI. Moda, al via in autunno l’etichetta volontaria di tracciabilità

Un’informazione completa su materiali utilizzati, metodo di lavorazione, zona di confezionamento, per conoscere da vicino l’intera filiera produttiva. E’ ciò che si propone l’etichetta di tracciabilità del sistema moda, che sarà operativa su base volontaria a partire dal prossimo autunno/inverno. Le aziende che aderiranno al progetto promosso dall’Italian Textile Fashion (organo di coordinamento delle Camere di Commercio italiane per la valorizzazione e la tutela della filiera della moda – tessile, abbigliamento, calzature), consentiranno al consumatore di effettuare acquisti più consapevoli, sia in relazione alla composizione che alla provenienza dei capi e dei loro componenti. L’iniziativa è stata presentata ieri presso la Camera di Commercio di Como da Paolo Zegna, presidente di Smi-Ati (Sistema Moda Italia – Federazione Tessile e Moda), e da Luca Mantellassi, presidente di Italian Textile Fashion (Itf), a margine della fiera Milano Unica.

"Purtroppo per la posizione ancora oggi negativa di alcuni governi europei – ha dichiarato Zegna – non è stato possibile ottenere l’introduzione dell’obbligatorietà dell’etichettatura di origine in Europa, obiettivo per cui Smi si sta ancora battendo. Il sistema di tracciabilità di Itf riprende la nostra idea originaria e la concretizza in modo efficace". "La tracciabilità – ha concluso il presidente di Smi-Ati – permette una migliore trasparenza e quindi un’immediata verifica da parte del consumatore del reale contenuto nel prodotto da acquistare, nelle sue componenti "Made in Italy" o importate".

 

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