TUTELA CONSUMATORI. “Non ci resta che ridere”: la serata di MC per l’educazione finanziaria

Riflessioni e ironia possono camminare insieme, anche quando si tratta di parlare di educazione finanziaria, strumenti creditizi, carovita, mutui e acrobazie quotidiane per far quadrare i conti familiari. Con questo spirito si è svolto a Roma, lunedì sera al Teatro dell’Angelo, lo spettacolo e serata sperimentale di educazione finanziaria "Non ci resta che ridere", l’evento organizzato dal Movimento Consumatori nell’ambito del progetto Occhi Aperti!.

"Non ci resta che ridere è una serata sperimentale di educazione finanziaria, un modo nuovo di fare informazione sul tema dei rapporti con le banche e della corretta gestione del bilancio familiare, con lo scopo di informare sui rischi e sui pericoli dell’indebitamento. Tra serietà e ironia". Così Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori ha aperto lo spettacolo. Hanno partecipato il giornalista e scrittore Luigi Irdi in qualità di moderatore, Andrea Baranes della Fondazione Culturale Responsabilità Etica Onlus, Marco Brambilla di Banca Popolare Etica, Gianpietro Cavazza, presidente del Centro Culturale Francesco Luigi Ferrari e il comico Diego Parassole. Il Movimento Consumatori, informa l’associazione, "ha realizzato questo evento perché ritiene che oltre che investire in azioni di tutela ex-post, sia imprescindibile impegnarsi anche in azioni educative di carattere preventivo, complementari all’attività di tutela portata avanti dall’associazione".

Durante la serata, insieme agli sketch ironici, momenti di riflessione. Come quello di Baranes, che si è soffermato sulla finanza: "Di fronte a una crisi nata da un eccesso di debiti per finanziare un eccesso di consumi, qual è la risposta di tutti i governi occidentali? Contrarre nuovi debiti per rilanciare i consumi. Ancora peggio, migliaia di miliardi di fondi pubblici sono stati utilizzati per salvare il sistema finanziario e le banche, ovvero i responsabili della crisi – ha commentato – Grazie a questi enormi piani di salvataggio e agli interventi dei governi, la finanza – e la speculazione – sono ripartite a pieno ritmo. Dall’altra parte, l’economia reale è ferma al palo. Questo significa che si è nuovamente creato uno scollamento tra le attività finanziarie e l’economia. In altre parole, proprio i soldi pubblici spesi, per rimettere in piedi la finanza, potrebbero avere creato una nuova bolla speculativa che se esplodesse avrebbe effetti devastanti. Per questo sono necessarie e urgenti delle regole che possano scongiurare il ripetersi di una nuova crisi. Diverse misure sono in discussione nelle istituzioni internazionali. In maniera generale, l’obiettivo deve essere quello di riportare la finanza al suo ruolo originario. Dovrebbe, infatti, essere il punto di incontro tra chi ha necessità di capitali per le proprie attività e chi ha una momentanea disponibilità di denaro".

Sono stati diversi i temi trattati, dai principi della finanza etica che ispirano un’esperienza originale, quale quella di Banca Popolare Etica, ai dati sul costo del credito per l’acquisto della casa, riepilogati da Gianpietro Cavazza. Il 13% della popolazione è alle prese con il pagamento di un mutuo. Per le famiglie con mutuo, l’incidenza media della rata sul reddito familiare è pari al 25%. Tenendo conto della distribuzione dei redditi familiari e dell’importo delle singole rate, risulta che il 26% delle famiglie con mutuo presenta un incidenza della rata sul reddito superiore al 30%.

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