TUTELA CONSUMATORI. Nulli i contratti porta a porta senza modulo di revoca

I contratti porta a porta, cioè quei contratti negoziati fuori dal locale commerciale, devono avere anche un modulo di revoca del consenso. E dal momento in cui il consumatore viene informato del suo diritto di rescindere il contratto e dei tempi e modalità stabilite dalla legge nazionale, ha 7 giorni di tempo per inviare una comunicazione del proprio recesso. Lo stabilisce la direttiva comunitaria 85/577/CE che tutela il consumatore contro i rischi legati alla firma di un contratto porta a porta.

E lo ha ribadito oggi una sentenza della Corte di Giustizia dell’Ue che è stata interpellata dal Tribunale spagnolo di Salamanca, in riferimento al seguente caso. Nel 2003 una signora ha sottoscritto, presso il suo domicilio, un contratto con un appresentante dell’EDP, per l’acquisto di 15 volumi di un’opera, 5 DVD e un lettore DVD. Ma al momento della consegna dei prodotti, la signora non è stata informata del suo diritto di revoca del consenso entro 7 giorni dal ricevimento della merce. La signora non ha pagato e l’EDP ha chiesto quai 2mila euro di risarcimento. Il Tribunale di Salamanca ha condannato la signora al pagamento, perché la consumatrice non ha mai fatto valere, in nessun grado, la nullità dl contratto. Secondo la legge spagnola, infatti, deve essere il consumatore a chiedere la nullità del contratto, in violazione della legge.

La Corte Ue ha specificato, invece, che la direttiva europea permette al giudice nazionale di dichiarare la nullità di un contratto porta a porta, anche se il consumatore non ha mai fatto valere detta nullità dinanza al giudice.

In questo tipo di contratti c’è, infatti, uno squilibrio a favore del commerciante che prende l’iniziativa della vendita, mentre il consumatore non si trova per nulla preparato all’acquisto, non potendo neanche confrontare la qualità e il prezzo proposti con altre offerte. Per questo il consumatore ha diritto di rescindere il contratto e il commerciante ha l’obbligo di informarlo, in modo chiaro, su modalità e condizioni.

Se il consumatore non viene debitamente informato, il guidice nazionale può dichiarare la nullità del contratto, vista la violazione dell’obbligo di informazione del diritto di recesso. E il contratto può essere annullato anche se il consumatore non ha fatto valere, dinanzi al giudice nazionale, il suo diritto ad essere informato.

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