TUTELA CONSUMATORI. Premio Dona: quando l’alimentazione nutre il dibattito

I prodotti di qualità italiani. La sicurezza e i controlli. I progetti di educazione alimentare. Ma anche le rivendicazioni dell’industria quale garante della qualità e il tema, sempre complesso, dei prezzi. L’etichettatura: quella esistente, come per la filiera della carne rossa bovina, e quella mancante di altri prodotti. Sono tanti gli argomenti affrontati nella tavola rotonda "Tra sicurezza, qualità e convenienza" che si è svolta in occasione del premio Dona 2009 con ministri e rappresentanti istituzionali: il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, il sottosegretario del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Francesca Martini, il Comandante generale dei Nas Cosimo Piccinno, il presidente Federalimentare Gian Domenico Auricchio, il presidente Federdistribuzione Paolo Barberini, il vice presidente CO.GE.CA (Confederazione generale della cooperazione agricola europea) Paolo Bruni e il docente di alimentazione e nutrizione Giorgio Calabrese. Parterre d’eccezione dunque, per analizzare le sfaccettature del problema.

L’agroalimentare e i danni dell’italian sound, per esempio: secondo il ministro Zaia, tali prodotti (come il famigerato parmesan) provocano danni quantificati in 50 miliardi di euro nel mercato statunitense e in 200 miliardi di euro nel mondo. "Con il modello agricolo italiano – ha detto Zaia – fatto di piccole realtà bisogna aggregare la produzione. Dobbiamo chiedere che le identità produttive dei nostri territori siano salvaguardati".

Dal ministro Gelmini arriva invece l’annuncio di un progetto per le scuole: "Stiamo avviando il progetto "Scuola e cibo" perché è dai primi anni di vita che si possono trasmettere buone o cattive abitudini alimentari", ha detto Gelmini sottolineando che il progetto pilota si svolgerà su 2000 scuole di quarta e quinta elementare "per spiegare ai bambini come nutrirsi". L’idea è in seguito quella di ampliare l’iniziativa e fare in modo che nei distributori arrivino frutta e verdura fresche. L’investimento previsto è di un milione e mezzo di euro. Con il Coni, invece, ci sarà un investimento sull’educazione fisica.

Parole rassicuranti sulla sicurezza e sui controlli sono arrivate invece dal Comandante generale dei Nas Cosimo Piccinno, per il quale in tempo di crisi "si è risparmiato ma non sulla qualità che ritengo sia rimasta identica": "Sulla sicurezza alimentare – ha aggiunto – facciamo circa 40 mila ispezioni l’anno, di queste sette o otto hanno infrazioni amministrative pesanti o a livello di autorità giudiziaria. L’Italia è il paese in cui i controlli funzionano di più".

C’è il tema obesità. Ci sono i prezzi sui quali incide, ha affermato il vice presidente CO.GE.CA Bruni, la componente dei costi più che negli altri paesi europei. C’è una riduzione dei prezzi che al consumo si limita al 2% contro, ha evidenziato il segretario generale UNC Massimiliano Dona, il 12% della Francia. C’è il ruolo dell’industria nella garanzia di qualità e c’è la rivendicazione di Federdistribuzione sul successo dei prodotti a marchio dei supermercati, il cui prezzo – ha detto Barberini – è mediamente inferiore del 30%.

In ogni caso, un dato è chiaro: il tema è complesso e al consumatore servono informazioni chiare e una grande capacità di orientarsi fra etichette presenti, etichette mancanti, informazioni nutrizionali, claim pubblicitari, occhio al portafoglio e necessità di equilibrare e riequilibrare la propria dieta.

di Sabrina Bergamini

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