TUTELA CONSUMATORI. “Prestito Revolving Cofidis”, pratica scorretta secondo l’Antitrust

L’Antitrust ha multato per 70.000 euro la Cofidis, società di credito al consumo. La pratica commerciale scorretta riguarda il finanziamento "Prestito Revolving Cofidis", una linea di credito a tempo indeterminato. La clientela che accede a tale linea di credito revolving può utilizzare la somma resa disponibile a tempo indeterminato in un’unica o più soluzioni ed è tenuta alla restituzione degli importi utilizzati e degli interessi maturati mediante il pagamento di una rata mensile il cui importo minimo è contrattualmente definito.

Il servizio, però, è stato pubblicizzato in modo ingannevole, come ha segnalato all’Antitrust Adiconsum. La campagna pubblicitaria in questione, iniziata il 14 ottobre 2010 e terminata il 18 novembre 2010, riportava un prospetto illustrativo dei piani di rimborso di alcuni prestiti con l’indicazione dei relativi importi e delle singole rate di rimborso, seguito dalle specifiche "il prestito revolving è un credito rotativo a durata indeterminata", "Prestito Revolving Cofidis, fino a 5.000 € lo chiedi al telefono e mentre lo restituisci si ricarica! (…) man mano che lo rimborsi, ripristini il tuo credito che puoi rendere nuovamente disponibile in qualunque momento!" e "TAN 18,50% TAEG MAX 21,80%" e dalle indicazioni "Fogli informativi disponibili sul sito internet (…) o chiamando il numero verde (…)".

Questi messaggi pubblicitari, limitandosi a riportare indicazioni relative ad alcuni esempi di finanziamenti e alle relative rate di rimborso, non hanno indicato chiaramente gli elementi essenziali da cui ricavare gli esatti costi dei finanziamenti. Infatti, il TAEG, indicatore che consente al consumatore di valutare e calcolare l’esatto importo dell’operazione finanziaria, è unicamente indicato attraverso la specifica "TAEG MAX 21,80%" e l’espressione appare troppo generica e tale da non consentire al consumatore un effettivo e valido calcolo circa i costi complessivi dei finanziamenti di cui agli esempi.

L’assenza di puntuali indicazioni circa il TAEG non consente quindi al consumatore di effettuare un’adeguata valutazione della effettiva convenienza dell’offerta, perché lo priva della possibilità di avere contezza del costo complessivo dell’operazione, del costo, cioè, inclusivo degli interessi e degli oneri da sostenere per utilizzare il credito. Inoltre, tenuto conto della particolare asimmetria informativa che nel settore finanziario caratterizza il rapporto tra operatori economici e consumatori, la condotta di Cofidis deve ritenersi non conforme al livello di diligenza professionale esigibile; la pratica commerciale risulta quindi scorretta ai sensi degli articoli 20 e 22 del Codice del Consumo.

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