TUTELA CONSUMATORI. Saldi anticipati, moratoria sui prezzi. Le richieste dei consumatori

Come Babbo Natale che "fa i miracoli" il Codacons ha trovato una soluzione alla crisi delle famiglie italiane: cancellare l’ultima settimana del mese dal calendario così non ci sarà più il problema di arrivare alla "quarta settimana". E’ l’idea realizzata dal Codacons che ha presentato il suo calendario nell’ambito del Bilancio 2008. Oggi, infatti, quattro delle associazioni dei consumatori iscritte al CNCU (Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti) Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc, si sono incontrate per presentare un resoconto dell’anno che sta per concludersi. "Un 2008 da dimenticare per i consumatori italiani. Si profila all’orizzonte un nuovo anno di stangate e di rincari", è questo il titolo dell’evento che si è tenuto oggi presso la Federazione Nazionale della Stampa Italiana a Roma.

"E’ stato un anno orribile che ha lasciato un carico pesantissimo sulle famiglie italiane – ha dichiarato Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori – mentre adesso sono scesi i prezzi dei prodotti energetici e delle materie prime, quelli dei prodotti acquistati di più dalle famiglie restano altissimi e se non si interviene con urgenza nel 2009 ci sarà un’ulteriore caduta del potere d’acquisto".

I presidenti delle quattro associazioni dei consumatori hanno criticato all’unanimità alcuni provvedimenti presi dal Governo per arginare la crisi economica. In primis la social card "che basta sì e no a comprare 4 pizze, ma non capricciose però" come ha enfatizzato Carlo Rienzi, presidente del Codacons che alla conferenza stampa si è presentato vestito da Babbo Natale e con una serie di pacchi regalo: il pacco della social card, quello del blocco delle tariffe e quello dei mutui al 4%. "Ringraziamo il Governo per questi bei regali – ha detto Rienzi – peccato che noi abbiamo chiesto altre cose. Abbiamo chiesto la detassazione delle tredicesime, abbiamo chiesto i saldi immediati, abbiamo chiesto l’apertura dei mercati agli agricoltori per diminuire della metà i prezzi dei prodotti alimentari. Tutto questo verrebbe fatto a costo zero, ma in questo Paese siamo in mano alle lobby".

"Una moratoria dei prezzi è molto importante in questa fase delicata per le famiglie, come lo è una defiscalizzazione dei redditi fissi – ha ribadito Trefiletti – in Italia bisogna aumentare il potere d’acquisto dei consumatori, che è ridotto ai minimi termini, per rilanciare l’economia. Basta con le polemiche inutili, abbiamo bisogno di misure convergenti e siamo indignati del fatto che opposizione e maggioranza non si siano ancora sedute allo stesso tavolo per trovare una soluzione congiunta a questa crisi".

"Il Governo ha bloccato anche la class action e abbiamo un Ministro dell’Economia che salva le banche e non salva le famiglie – ha dichiarato Elio Lannutti presidente dell’Adusbef – il blocco delle tariffe, ad esempio, è una finzione visto che ha già regalato un aumento delle tariffe autostradali. Brunetta vuole aumentare l’età pensionabile di 5 anni per le donne e questo è improponibile in Italia. Invece di prendere l’1% del Pil e cioè 32 miliardi di euro per dare sollievo alle famiglie, hanno lanciato lo spot della carta di carità" ha concluso Lannutti.

Un’altra iniziativa lanciata dalle associazioni dei consumatori è quella del "buon regalo" che sarebbe un buono per un regalo di Natale da comprare dopo l’Epifania, quando saranno iniziati i saldi. La guida delle associazioni dei consumatori per scioperare nell’acquisto dei regali consiglia, inoltre, di regalare l’usato, riciclare i vecchi regali, o, rinviare l’acquisto di qualcosa di più importante.

"Avremmo preferito fare questa conferenza salutando l’inizio dei saldi, come avviene in tutti gli altri Paesi, per permettere ai consumatori di fare più spese senza bisogno di indebitarsi; purtroppo non è così – ha detto Carlo Pilieri Presidente di Adoc – c’è una crisi di tutto il tessuto commerciale italiano, dai singoli commercianti alla grande distribuzione, che ha risentito anch’essa della crisi. Potevamo fare questa conferenza stampa anche con le tredicesime detassate e con i buoni pasto detassati, come avviene in Francia e Spagna, ma questo non è stato fatto".

Dura la polemica sulla class action: sarebbe dovuta partire il 1° gennaio 2009, quindi rimandata di 6 mesi ma con un allargamento alla pubblica amministrazione, invece non solo la pubblica amministrazione non viene toccata, ma "circolano voci sull’esclusione delle associazioni dei consumatori da essere titolati per fare la class action". Questo significa ridurre la possibilità di fare la class action ed è una sconfitta per tutti i cittadini italiani e per quelle aziende oneste, che non avranno quello stimolo in più per esserlo."Se non dovesse partire, e questa è una minaccia – ha concluso Rienzi – noi faremo milioni di cause alle aziende che anzicché pagare un solo onorario pagheranno milioni di onorari e andranno in fallimento. Si rivolterà contro di loro il rifiuto di fare la legge sulla class action".

di Antonella Giordano

Comments are closed.