TUTELA CONSUMATORI. Sen. Fioroni (PD): “Federalismo ancora scatola vuota”

L’11 e il 12 novembre 2010 si è svolta, ad Orvieto, l’XI Sessione Programmatica del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti-Regioni. Al centro dell’incontro di quest’anno c’è stato il federalismo fiscale. Rappresentanti delle Associazioni dei consumatori e delle Regioni si sono confrontati su vari aspetti chiave che ruotano attorno al federalismo: quali saranno i costi, chi dovrà sostenerli, come verranno distribuite le risorse e quali saranno i livelli essenziali dei servizi da garantire ai cittadini. Si è partiti dalla ricerca di Renato Mannheimer professore all’Università degli Studi Milano Bicocca, dal titolo "Il federalismo secondo gli italiani", da cui è emerso che gli italiani, rispetto al federalismo fiscale, sono spaccati in due. E da qui si è aperta la due giorni di discussioni sulle prospettive e sulle criticità.

A margine del convegno Help Consumatori ha approfondito il tema con Anna Rita Fioroni, Senatrice del PD e membro della Commissione Industria.

Senatrice Fioroni, qual è il suo commento sull’incontro di quest’anno tra il Cncu e le Regioni?

La tutela del consumatore non ha soltanto un livello nazionale ma anche regionale, anzi le assemblee regionali decidono quelle che sono le sorti dei consumatori intesi come fruitori di servizi pubblici erogati sia dalle Regioni sia dallo Stato. E’ importante, quindi, che si aprano occasioni di confronto su questi temi per mettere a sistema quelle che sono le criticità e allo stesso tempo trovare le soluzioni. Il confronto che c’è stato ad Orvieto sui temi del federalismo credo che sia stato un momento importante per mettere a fuoco il significato del federalismo all’interno del nostro sistema Paese. Si parla tanto di federalismo, ma dobbiamo ancora capire quali sono le opportunità di crescita e di miglioramento per il Paese e per i cittadini e quali sono le criticità, perché dobbiamo stare attenti affinché si sviluppino gli aspetti positivi e non quelli negativi che, purtroppo, ci sono.

Il PD come si comporterà rispetto al federalismo?

Per ora c’è un decreto legislativo che ha introdotto il federalismo e ci sono una serie di decreti attuativi che pian piano vengono adottati dal Governo. Ma il federalismo ancora è una scatola vuota perché, come è stato detto durante la Sessione programmatica del Cncu, non si ha certezza sui costi e non si capisce bene quali siano le ricadute a livello locale. Già c’è una manovra correttiva che ha ristretto notevolmente il trasferimento delle risorse dallo Stato alle Regioni e agli enti locali, mettendo a repentaglio anche i servizi fondamentali per i cittadini. E’ molto importante, quindi, capire in che modo questa autonomia si trasferisce sulle Regioni perché potremmo trovarci di fronte soltanto ad un trasferimento di imposizione fiscale ed a maggiori costi per sostenere i servizi, senza alcun beneficio. Anzi potrebbe prodursi una conseguenza pregiudizievole proprio per le Regioni che sono a stretto contatto con i cittadini e dovranno loro stesse giustificare la riduzione dei servizi e magari l’aumento dell’imposizione fiscale senza che lo Stato si assuma le responsabilità che sono legate anche ad una cattiva gestione della spesa. Perché se non si risolvono i problemi alla radice e non si va ad incidere significativamente sulla riqualificazione della spesa e sulla riduzione della spesa improduttiva, non si può dire alle Regioni vedetevela voi e tagliate su funzioni fondamentali per rientrare nei vostri bilanci. Bisogna poi individuare i livelli essenziali delle prestazioni che vanno sempre garantiti e i costi standard.

A chi spetta il compito di definire questi criteri?

L’idea è quella di prendere come campione delle Regioni virtuose, dalle quali definire i costi standard. Ma già ho visto che tra le Regioni effettivamente virtuose, che sono quelle del Centro Italia, il Governo vuole inserire anche Regioni meno virtuose.

Quali sono le azioni del PD rispetto alla tutela del consumatore?

Sicuramente le tematiche del consumerismo sono fondamentali da perseguire per un partito politico, soprattutto per il Partito Democratico, perché riguardano interessi diffusi che non hanno una forza tale per essere rappresentati, come succede per altre categorie o corporazioni, ma sono determinanti per la crescita della nostra società. Quindi noi seguiamo quella che è l’evoluzione della normativa sui temi del consumerismo, dalla tutela della salute alla sicurezza alimentare, all’asimmetria informativa che vede il consumatore pregiudicato nei rapporti con le grandi compagnie assicurative e i grandi gruppi bancari. In questo senso cerchiamo di elaborare proposte che possano contemperare gli interessi della categoria diffusa dei consumatori e cerchiamo di monitorare l’attività legislativa del Parlamento, soprattutto l’iniziativa governativa visto che allo stato attuale il più delle volte in Parlamento si approfondiscono temi posti all’attenzione dal Governo. Noi monitoriamo e continueremo a monitorare che non ci siano iniziative legislative che vadano a pregiudicare gli interessi dei consumatori.

di Antonella Giordano

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