TUTELA CONSUMATORI. Stakeholder chiedono più coinvolgimento alla Commissione UE

BRUXELLES. "Credo molto nell’importanza del dialogo diretto. E’ essenziale fare uso di tutti gli imput che vengono dalle parti coinvolte per assicurare un perfetto equilibrio nel processo decisionale". Ha esordito così la Commissaria europea Meglena Kuneva, alla Conferenza organizzata a Bruxelles dalla DG Salute e Tutela dei consumatori della Commissione europea dal titolo "Stakeholders involment conference".

Nel suo discorso di apertura, Kuneva ha toccato quello che è stato il filo rosso di tutto l’incontro: la necessità di accrescere il coinvolgimento delle parti interessate (e cioè l’industria, le organizzazioni dei consumatori, della salute e altre ONG) nelle diverse fasi del processo di costruzione della legislazione europea relativa alla salute e ai consumatori attraverso segnalazioni di problemi, consultazioni sulle azioni da intraprendere e valutazioni delle scelte fatte.

Le raccomandazioni espresse dal peer review group del 2006 (cioè quello studio basato sul confronto paritario tra le opinioni di esperti) sono state il punto di partenza dell’incontro. Tra queste cinque quelle fondamentali:

  • più trasparenza
  • più informazione nella programmazione degli impegni
  • maggior coinvolgimento, soprattutto a livello locale, delle parti non coinvolte
  • feedback più numerosi e di migliore qualità
  • più flessili e durature consultazioni

Ma la Commissaria ha insistito soprattutto su due punti: le asimmetrie che esistono nei diversi livelli di coinvolgimento delle parti e la necessità di supportare a livello nazionale (anche a livello economico) gli sforzi delle associazioni dei consumatori ."Una delle mie priorità come Commissaria Ue- ha infatti spiegato- è stata quella di avventurarmi in un viaggio negli Stati Membri per conoscere da vicino le realtà dei consumatori europei ed ho subito notato un urgente bisogno di intensificare gli sforzi nazionali per promuovere e approfondire la cultura" del mondo consumeristico, cercando di colmare le "enormi distanze e asimmetrie" che esistono tra le associazioni nei nuovi e nei Vecchi Stati Membri. "Le organizzazioni- ha aggiunto- non hanno sempre le capacità e le risorse per promuovere i loro interessi in questi campi".

Da qui il passaggio al problema dei finanziamenti è stato facile: "Riconosco- ha ammesso Kuneva- che una delle questioni principali per alcuni è il reperimento dei fondi. Ma- ha tuonato- queste associazioni hanno bisogno di basi nazionali per difendere gli interessi dei consumatori. Per questo durante le mie visite ho cercato di convincere le autorità nazionali a dare maggiore supporto alle organizzazioni nazionali delle associazioni dei consumatori, anche attraverso strumenti economici".

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