TUTELA CONSUMATORI. Stop alla vendita nell’Ue di prodotti derivati dalle foche

In Europa non è più permessa la vendita di prodotti derivati dalle foche. Il Parlamento Ue ha adottato un regolamento che prevede solo alcune eccezioni e che entrerà in vigore in tutti gli Stati membri 9 mesi dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Questo regolamento risponde alle preoccupazioni di molti cittadini riguardo al benessere degli animali e alla presenza sul mercato di prodotti ottenuti da animali "che possono provare dolore, angoscia, paura e altre forme di sofferenza".

Le foche sono utilizzate per produrre carne, olio, grasso, organi, pelli per pellicceria e articoli derivati, inclusi i prodotti più vari come le capsule Omega 3 o abiti che incorporano pelli e pellicce lavorate di foca. Nell’Ue le foche vengono uccise e scuoiate in Svezia, Finlandia e Regno Unito (Scozia) per ricavarne prodotti o a fini di disinfestazione.

La Danimarca e l’Italia sono i due più grandi importatori di pelli da pellicceria gregge di foca destinate alla trasformazione/vendita sul mercato comunitario. La Danimarca le importa direttamente dal Canada e dalla Groenlandia, mentre l’Italia da Russia, Finlandia e Scozia.

Il nuovo regolamento autorizza l’introduzione sul mercato comunitario di prodotti derivati dalla foca che provengono "dalla caccia tradizionalmente praticata dagli Inuit e da altre comunità indigene e contribuiscono alla loro sussistenza".

L’importazione di prodotti derivati dalla foca è autorizzata quando "è di natura occasionale ed è costituita esclusivamente da merci destinate all’uso personale dei viaggiatori o dei loro familiari". La vendita sul mercato Ue sarà anche autorizzata "unicamente su basi non lucrative" per gli articoli provenienti da sottoprodotti della caccia regolamentata dalla legislazione nazionale e "praticata al solo scopo di garantire una gestione sostenibile delle risorse marine". Non è ammessa alcuna finalità commerciale.

 

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