TUTELA CONSUMATORI. Stop alle pratiche sleali

Stop alle pratiche commerciali scorrette e aggressive, agli operatori disonesti e alle pubblicità ingannevoli sia attraverso il ‘porta a porta’, che attraverso il telefono e un sito web all’estero. Il Consiglio dei ministri ha, infatti, approvato due decreti legislativi che assicurano maggiori tutele ai consumatori: con questo via libera l’Italia è tra i primi paesi a recepire la Direttiva 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali che sarà applicata in tutta l’Unione europea a partire dal prossimo 12 dicembre. Soddisfatto il ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, che ha commentato: "Altri passi avanti a tutela del consumatori".

Il primo decreto legislativo, diventato oggi legge, vieta le pratiche commerciali scorrette nei rapporti tra imprese e consumatori; il secondo disciplina la pubblicità ingannevole e comparativa nei rapporti tra imprese. In entrambi i casi si amplia ulteriormente il campo delle condotte sanzionabili e si rafforzano le competenze dell’Antitrust.

Ma quali sono i comportamenti vietati? Ecco la lista nera a tutela dei consumatori:

  • effettuare visite non gradite a casa del consumatore;
  • effettuare ripetute sollecitazioni commerciali per telefono, posta elettronica o altro messo;
  • esortare i bambini o convincere i genitori ad acquistare i prodotti reclamizzati;
  • lasciare intendere che il consumatore abbia già vinto un premio in caso di acquisto di un prodotto; far credere al consumatore che in caso di mancato acquisto del prodotto sia in pericolo l’attività lavorativa del venditore;
  • presentare come gratuita l’offerta di un prodotto quando, in realtà, saranno caricati sul consumatore i costi di spedizione;
  • esibire al consumatore un marchio di qualità non autorizzato o presentare un prodotto con certificazioni non veritiere;
  • sollecitare all’acquisto dichiarando che il consumatore non troverà quel prodotto ad un prezzo così basso presso nessun altro venditore;
  • fare pressing psicologico sul consumatore dando l’impressione che non possa lasciare i locali senza acquistare un qualche prodotto o concludere un contratto;
  • dare informazioni non veritiere sulla qualità del prodotto, sui prezzi di mercato e sulle proprietà curative del prodotto.

1) Decreto legislativo di recepimento della direttiva 2005/29/Ce in materia di pratiche commerciali scorrette nei rapporti tra professionisti e consumatori

In primo luogo, il decreto assicura l’uniformità e la trasparenza delle disposizioni all’interno dell’Unione Europea. A livello nazionale, i consumatori si sentiranno più sicuri anche nei loro acquisti nazionali e i professionisti beneficeranno della maggiore semplicità di dover seguire un’unica normativa europea, accrescendo la certezza del diritto con una riduzione delle spese. Un più efficiente controllo sarà vantaggioso anche per chi svolge la propria attività in maniera corretta. Questa disciplina, inoltre, consente di proteggere i consumatori vulnerabili.

Campo di applicazione
La normativa ha carattere generale, quindi sarà applicata laddove non esistono disposizioni comunitarie o nazionali di recepimento specifiche che regolano le pratiche commerciali sleali in normative specifiche di settore. In particolare sostituisce gli articoli da 18 a 27 dell’attuale decreto legislativo n. 206/2005, Codice del Consumo e, rispetto alla attuale disciplina sulla pubblicità ingannevole, con le nuove disposizioni si amplia ulteriormente il campo delle condotte sanzionabili.

Infatti, il nuovo campo di applicazione non prevede più solo i messaggi di pubblicità ingannevole o di pubblicità comparativa illecita, ma investe qualsiasi azione, omissione, condotta o dichiarazione, comunicazione commerciale ivi compresi la pubblicità e il marketing, posta in essere da un professionista, in relazione alla promozione, vendita o fornitura di un prodotto ai consumatori.

Sanzioni
La sanzione amministrativa, quindi, si applicherà in futuro a ogni comportamento scorretto tale da alterare in misura apprezzabile la capacità del consumatore di prendere una decisione consapevole, inducendolo pertanto ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.

Competenze dell’Antitrust
Si rafforzano le competenze dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, già previste in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, stabilendo la procedibilità di ufficio e precisando le procedure di intervento preventivo in via cautelare dell’Antitrust in materia, dirette a rendere maggiormente rapido ed effettivo l’intervento sanzionatorio e infine prevedendo il raddoppio, rispetto al sistema attuale, dei limiti massimi dell’importo dovuto a titolo di sanzione per le condotte ritenute scorrette. Questo ampliamento del campo di applicazione della nuova normativa e l’apprestamento di più efficaci strumenti di intervento, non potranno che comportare, di conseguenza, un incremento delle forme di tutela del consumatore

2) Decreto legislativo di recepimento dell’art. 14 della direttiva 2005/29/ in materia di pubblicità ingannevole e comparativa nei rapporti tra professionisti

Campo di applicazione
La normativa sulla pubblicità ingannevole e comparativa rimarrà in vigore, ma il suo ambito di applicazione sarà limitato ai rapporti tra professionisti concorrenti, laddove manchi un pregiudizio diretto per i consumatori (ad esempio, la denigrazione).

La presente normativa impatta sulle disposizioni del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo in quanto la disciplina sulla pubblicità ingannevole e comparativa nei rapporti tra professionisti, non più attinente ai rapporti tra professionisti e consumatori, ne viene espunta, assumendo la veste di un apposito decreto legislativo a se stante con ambito di applicazione limitato ai rapporti tra professionisti. Quanto alle disposizioni recate nel testo del presente decreto legislativo, viene sostanzialmente riprodotto l’impianto normativo già previsto dagli articoli da 18 a 27 del codice del consumo.

Competenze dell’Antitrust e sanzioni
L’articolo 8, relativo alla tutela amministrativa e giurisdizionale, mantiene la competenza dell’Antitrust e, in parallelo con la disposizione analoga in materia di pratiche commerciali scorrette, viene prevista la procedibilità di ufficio da parte dell’Autorità e l’innalzamento della misura massima delle sanzioni rispetto a quanto sinora previsto. Ciò, congiuntamente al decreto legislativo che recepisce la parte della direttiva 2005/29/CE in materia di pratiche commerciali scorrette, rafforza la tutela dei soggetti operanti sul mercato, promuovendo le condotte adottate secondo i principi di lealtà, correttezza e buona fede.

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