TUTELA CONSUMATORI. Ventennale Antitrust, Catricalà: libertà dell’individuo al centro delle norme

Credito al consumo, commercio elettronico, contratti a distanza. Questi sono soltanto alcuni dei campi in cui il diritto dei consumatori si è sviluppato sempre di più per compensare la debolezza sostanziale del consumatore nei confronti dell’impresa, attribuendo al primo un posizione giuridicamente più forte. Ha introdotto così il suo discorso al convegno in corso oggi a Roma, in occasione del ventennale dell’Antitrust, il Presidente dell’Autorità Antonio Catricalà. "Il diritto dei consumatori nella crisi e le prospettive evolutive del sistema di tutela", è questo il titolo del convegno che fa parte del ciclo di iniziative organizzate per il ventennale; ogni convegno affronta una tematica, dal Codice del Consumo, alle liberalizzazioni, dal ruolo della concorrenza al diritto comunitario dei consumatori.

Catricalà ha sottolineato l’importanza dei passi avanti compiuti nella disciplina relativa alle clausole vessatorie e in quella relativa alle pratiche commerciali scorrette che estende la tutela del consumatore oltre la soglia stessa del contratto all’intero rapporto di consumo.

"Ma – ha aggiunto Catricalà – l’impostazione codicistica di queste normative apre una serie di problemi". Il problema principale, secondo il Presidente Antitrust, è capire se il consumo sia ancora l’espressione libera di un soggetto arbitro dei propri interessi o se sia ormai diventato uno schema giuridico obiettivo, che deve rispondere a canoni socialmente individuati e oggettivamente controllabili.

Facendo un excursus sulla storia del Codice Civile, Catricalà ha dichiarato che, per tradizione culturale, il contratto è ancora lo strumento di affermazione e di cura di interessi privati e gli unici responsabili dell’equilibrio contrattuale sono soltanto le parti del contratto. Ma la società dei consumi di massa impone un ripensamento di questo approccio, verso un nuovo equilibrio di interessi e nuovi criteri di giudizio.

Dunque la tutela dei consumatori può andare verso una nuova frontiera dell’affermazione della libertà dell’individuo e dell’autonomia della scelta del consumo. La soluzione, suggerisce il Presidente Antitrust, è quella di salvaguardare sempre, la libertà, la consapevolezza e la praticabilità effettive della scelta di consumo: proteggere la volontà e la capacità di giudizio del consumatore da abusive pressioni esterne, senza annullarle con determinazioni di natura amministrativa o giudiziale.

Un ruolo importante per realizzare ciò è attribuito all’amministrazione che deve mediare, in modo imparziale, tra l’insieme delle tutele previste in astratto dalla legge e la libertà di scelta del consumatore. E per far questo è fondamentale superare la frammentazione delle competenze amministrative che devono applicare queste discipline.

Altra cosa importante è l’autonomia nell’elaborazione dei codici di condotta volti a definire il comportamento dei professionisti in relazione alle pratiche commerciali e alla definizione, attraverso meccanismi di autodisciplina, delle controversie. In questo è responsabilità delle Associazioni dei consumatori di affermarsi come enti autorevoli ed efficaci. E Catricalà pone degli interrogativi: "gli accordi tra imprese e Associazioni dei consumatori hanno valore meramente integrativo o possono spingersi anche oltre? Può, l’Autorità, come soggetto istituzionalmente competente, esercitare una qualche funzione nella definizione di questi codici ?

Infine, azione collettiva: Catricalà chiede un’azione più incisiva da parte dell’Autorità. Per esempio, per l’individuazione dei diritti individuali ed omogenei da poter tutelare con il rimedio e per la definizione della soglia della scorrettezza o dell’anticoncorrenzialità della pratica. Durante il convegno si approfondiranno questi spunti.

Federconsumatori condivide pienamente le parole di Antonio Catricalà. "La preoccupazione circa la mancanza di una vera e propria cultura della tutela dei consumatori è confermata dagli innumerevoli disagi o torti subiti dai consumatori nei più svariati settori: dalle telecomunicazioni alle banche, dai trasporti all’alimentazione – scrive in una nota l’Associazione dei consumatori che denuncia anche "l’azione del Governo che, in disprezzo delle leggi della Repubblica Italiana, fa razzia dei proventi delle multe comminate dall’Antitrust (decine e decine di milioni di euro), anziché destinarle alla realizzazione di progetti a favore dei consumatori, anche attraverso le Associazioni dei Consumatori".

"Sono infatti queste ultime – continua Federconsumatori – che, con le loro denunce e con la loro azione, permettono all’Antitrust di rivestire l’importante ruolo di reale baluardo del mercato e sanzionatore di tutte quelle pratiche commerciali scorrette che danneggiano il Paese ed i consumatori. Il Governo, invece, intende utilizzare tali incassi per tutt’altri scopi. E la cosa non è nuova – denuncia l’Associazione – già nei primi anni del nuovo millennio il Ministro aveva utilizzato 350 milioni di euro provenienti da una multa dell’Antitrust per agevolare la filiera petrolifera".

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