TUTELA CONSUMATORI. Xango, multa di 250.000 euro dall’Antitrust

Dopo una serie di botta e risposta tra la Xango Italy s.r.l. e l’Antitrust, è arrivata la sanzione: l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha multato per 250.000 euro la società che commercializza il succo di mangostano per pratica commerciale scorretta. A segnalare la scorrettezza della pratica sono state diverse Associazioni dei consumatori, dal Codacons ad Altroconsumo, ma anche Federsalus e lo stesso Ministero della salute.

Già a settembre 2010 Altroconsumo aveva segnalato all’Autorità l’offerta del prodotto presentato come il toccasana per prevenire e curare patologie cardiache, diabete, cancro, malattie della pelle, morbo di Parkinson e Alzheimer. Altroconsumo denunciava l’ingannevolezza del messaggio pubblicitario e la scorrettezza della modalità di offerta del prodotto, assimilabile a tecniche di vendita piramidale. In rete, infatti, sono presenti una molteplicità di piccoli rivenditori che sono anche consumatori. I meccanismi di vendita sono questi: il cliente è invitato a registrarsi sul sito del mediatore; registrandosi diventa a sua volta venditore; deve così pagare una quota per l’adesione e per un kit d’ingresso.

E infatti l’Antitrust ha giudicato la pratica commerciale scorretta in quanto "da un lato idonea a generare confusione sulla reale natura, composizione e proprietà della bevanda pubblicizzata, della quale vengono vantate inesistenti proprietà salutistiche, e, dall’altro, il complesso sistema di commercializzazione e vendita del succo XanGo risulta connotarsi per il suo carattere piramidale" in violazione di diversi articoli del Codice del Consumo. Per quanto riguarda la vendita piramidale, nel bollettino dell’Antitrust si legge che anche il Codice del Consumo all’articolo 23 qualifica come scorretta la condotta del professionista che avvia, gestisce o promuove "un sistema di promozione a carattere piramidale nel quale il consumatore fornisce un contributo in cambio della possibilità di ricevere un corrispettivo derivante principalmente dall’entrata di altri consumatori nel sistema piuttosto che dalla vendita o dal consumo di prodotti".

Il fenomeno delle vendite multilivello, anche conosciute come multilevel marketing, è contraddistinto dal fatto che coloro che vi aderiscono hanno non solo la possibilità di vendere i prodotti di volta in volta commercializzati, ma anche quella di far aderire alla struttura altri soggetti (il soggetto che introduce nuovi appartenenti alla rete è chiamato anche sponsor e l’attività, di conseguenza, anche sponsorizzazione); i soggetti sponsorizzati diventeranno, successivamente, venditori e sponsorizzatori. Lo sponsor ottiene una determinata percentuale, oltre che dagli acquisti direttamente procurati anche dall’attività di vendita posta in essere da ciascuno dei soggetti sponsorizzati che esso promuove con esito positivo. Si realizza così un legame diretto tra volume delle vendite e compensi percepiti. Questo sistema di vendita è scorretto.

Rispetto ai "requisiti salutari", in alcune brochure pubblicitarie erano elencati ben 75 motivi per bere il succo tutti i giorni e le dosi consigliate; nulla di tutto ciò è scientificamente provato. In un’altra brochure, intitolata "44 Problematiche, 1 soluzione", veniva indicata nuovamente la possibilità di trattare disturbi connessi all’età e moltissime malattie, alcune delle quali anche gravi, quali il Morbo di Alzheimer, di Parkinson e di Crohn per effetto delle proprietà degli Xantoni, una classe di sostanze chimiche che sarebbero dotate di particolari capacità antiossidanti e antinfiammatorie.

Le proprietà antiossidanti del frutto intero della Garcinia Mangostana sono state oggetto di pronunciamento dell’EFSA, l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare, la quale ha rilevato l’assenza di sostegno scientifico ai claim salutistici utilizzati per le caratteristiche del frutto in questione (antiossidante), in ragione dell’assenza di un qualunque nesso eziologico tra il suo consumo e la protezione nei confronti del DNA, proteine e lipidi (dei consumatori del frutto o del suo succo) dai danni ossidativi. La società distributrice Xango vende il succo di mangostano da anni anche negli Stati Uniti ed era già stata ammonita nel 2006 dalla Food and Drug Administration, poiché distribuiva e pubblicizzava il prodotto come fosse un farmaco, contravvenendo al Federal Food, Drug and Cosmetic Act, la norma in vigore negli Stati Uniti.

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