TV. Agcom vieta trasmissioni con scene porno. Lega Consumatori: “Intervento coraggioso”

Un intervento coerente e coraggioso che riconosce il pudore come dato oggettivo, come valore per la persona e la società da tutelare e crea le condizioni per combattere la volgarità nelle trasmissioni radio televisive. Così la Lega Consumatori definisce il provvedimento dell’Autorità per le Garanzie nelle Telecomunicazioni sul rispetto dei diritti fondamentali della persona e sul divieto di trasmissioni che presentino scene pornografiche.

La delibera – spiega l’associazione – è innovativa per una serie di motivi. Innanzitutto mentre conserva le indicazioni per la tutela dei minori, la validità delle fasce di orario protette, e il ruolo del Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione TV e minori., il ruolo del Consiglio Nazionale degli Utenti, motiva il divieto delle trasmissioni che presentano scene pornografiche, divieto generale valido per le 24 ore della giornata, per le trasmissioni radiotelevisive pubbliche e private, nazionali e locali.

Merito della delibera è quello di avere definito in modo convincente l’offesa al pudore e di averlo fatto sulla scorta di una giurisprudenza ineccepibile. Per merito in particolare del Commissario Lauria, l’Autorità non si è impantanata nel terreno del senso del pudore considerato come dato impalpabile e volubile in ragione della evoluzione della società; il pudore è una realtà che coinvolge la dignità della persona, la pornografia come offesa al pudore va bandita dalle trasmissioni radiotelevisive.

Per Lega Consumatori con questo intervento si supera la inadeguatezza della misura per la quale le trasmissioni trasgressive potevano andare in onda impunemente dalle 22 della sera alle 7 del mattino, nella presunzione che i minori in quella fascia di orario non vedano la televisione, cosa questa non vera e per ragioni diverse. Così facendo la delibera si offre come uno strumento fondamentale di sicurezza e di difesa della famiglia. La deliberà è in grado di produrre intrecci efficaci con si cosiddetti servizi a valore aggiunto, proposti sovente con una pubblicità aggressiva e spesso addebitati senza essere richiesti.

Dopo un lungo periodo di incertezza e perché no di lassismo – conclude l’associazione – da parte delle istituzioni, la delibera affronta l’industria potente e il mercato senza scrupoli della pornografia , estremamente lucroso. Con senso realistico ci attendiamo forti reazioni dei settori interessati e delle lobbies che li sostengono. Gli utenti che puntano sulla qualità della comunicazione, le associazioni dei consumatori, quelle familiari ma anche le altre formazioni sociali devono schierarsi, non lasciare sola l’Autorità, educare e vigilare insieme per una cultura non inquinata dalla pornografia, una cultura di qualità al servizio della dignità della persona.

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