TV. Contributi decoder. Antitrust: “Nessuna violazione della legge da parte del Premier”

Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non ha violato l’articolo 3 della legge sul conflitto di interessi relativamente alla norma della legge Finanziaria 2006 sui contributi statali destinati all’acquisto di decoder televisivi. Lo ha deciso l’Autorità garante della concorrenza e del mercato nella riunione del 10 maggio 2006.

Il procedimento dell’Antitrust era iniziato il 22 dicembre 2005 nei confronti delle società Mediaset, RTI e Solari.com, dopo la segnalazione di alcuni parlamentari. Nel corso dell’istruttoria l’Autorità ha valutato se la concessione del contributo in esame, derivante da un preciso atto di governo riconducibile direttamente al Premier, determinasse un privilegio specifico a favore delle società in questione sul mercato della TV a pagamento e su quello dei decoder digitali, con danno per l’interesse pubblico.

L’Antitrust è così giunta a una decisione: "Anche ipotizzando una perfetta corrispondenza tra l’incremento del numero di decoder incentivato dal contributo pubblico e l’aumento di utenti di servizi televisivi a pagamento, l’esistenza di un’incidenza specifica e preferenziale sul patrimonio delle società di proprietà del Presidente del Consiglio risulta difficilmente configurabile in considerazione dell’attuale struttura del mercato e della significativa quota (superiore al 90%) detenuta proprio dal principale operatore (Sky) rispetto alla generalità delle imprese, ivi comprese le società Mediaset e RTI, potenzialmente beneficiarie degli effetti derivanti dalle misure di incentivazione statale".

Per quanto riguarda infine la società Solari.com, società controllata da un familiare del Presidente del Consiglio e attiva nel settore dei decoder, considerata la sua quota di mercato inferiore al 5%, l’Autorità non ha ritenuto che il contributo pubblico possa aver determinato un vantaggio specifico e preferenziale per l’azienda.

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