TV. Direttiva “Televisione senza frontiere”: CTCU teme una revisione in peggio

In una lettera aperta a Rutelli e a Gentiloni, il CTCU dell’Alto Adige segnala il rischio di imitazione del "modello americano" nei programmi TV europe.Riportiamo di seguito il contenuto della lettera: "Con il termine direttiva europea "Televisione senza frontiere" si designa comunemente la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri concernenti l’esercizio delle attività televisive. Essa ha per obiettivo la creazione di un quadro normativo organico finalizzato alla "eliminazione degli ostacoli alla produzione e distribuzione di programmi televisivi, alla creazione di condizioni di concorrenza leali", nonché teso a garantire "la libera circolazione delle informazioni e delle idee all’interno della Comunità". E proprio l’eliminazione degli "ostacoli alla produzione e distribuzione di programmi televisivi" sembra ora al centro del dibattito in corso al Consiglio dei Ministri europeo per modificare la direttiva in questione.

A tale riguardo desta particolare preoccupazione la proposta della Commissione europea in merito a una parziale liberalizzazione del "product placement", ossia l’inserimento di messaggi pubblicitari dietro compenso nei programmi redazionali o di fiction. Tale proposta costituisce un attacco inaccettabile alla libertà dei media, poiché, se attuata, infrangerebbe il principio della separazione tra pubblicità e contenuti redazionali. Mettere il pubblico nell’impossibilità di capire quando un programma veicola informazione e quando pubblicità, significa pregiudicare la credibilità del mezzo televisivo e delle informazioni da esso divulgate.

Il Centro Tutela Consumatori Utenti dell’Alto Adige segnala il rischio di imitazione del "modello americano" nei programmi TV europei (come già espresso nel comunicato del 13.10.2005). La revisione della direttiva europea così concepita va contro gli interessi degli utenti radiotelevisivi, minandone la fiducia nell’indipendenza dei media.
I consumatori dell’Alto Adige si appellano pertanto agli onorevoli ministri competenti, affinché sia compiuto ogni tentativo per convincere il Consiglio dei Ministri europeo che la revisione della direttiva TV ha imboccato una strada sbagliata!".

 

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