TV. Riforma Gentiloni, Comitato Per un’altra tv: “Fuori i partiti dalla Rai”

Discutere della riforma del sistema audiovisivo e raccogliere suggerimenti efficaci in vista della consultazione pubblica indetta dal ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni. Con questo obiettivo il Comitato Per un’altra tv ha adunato ieri sera a Roma, presso la sede della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, i soggetti e le associazioni interessate alla questione. Tana de Zulueta – che nel comitato è tra i principali esponenti al lavoro per elaborare un’efficace proposta di legge di iniziativa popolare per la riforma di radio-tv da presentare al Parlamento – ha introdotto il dibattito, iniziando dalla questione centrale dei criteri di nomina dei vertici della fondazione Rai, "che dovrà costituire il perno del servizio pubblico".

"Siamo fermamente convinti – ha detto de Zulueta – che la riforma debba prevedere una fondazione, così come si legge nella proposta dello stesso ministro Gentiloni, ma anche la fine del monopolio dei partiti sulla Rai e l’apertura del servizio pubblico alla società civile. Per questo, vogliamo proporre che una parte della fondazione sia costituita dal Parlamento e una parte da chi fa la tv e chi la subisce, ossia gli abbonati".

Giulietto Chiesa, anch’egli tra i capofila del comitato, ha ribadito l’assoluta contrarietà alla nomina esclusivamente politica della fondazione, perché "la Rai deve essere indipendente dai partiti". "Questa è un’occasione da non perdere. – ha detto Chiesa – Il governo ci presenta un terreno di dialogo e per questo dobbiamo trovare un indirizzo comune, allargare le nostre forze a più associazioni, movimenti e rappresentanti della società civile possibili. Solo così potremo realizzare una pressione forte sul governo".

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