Tassa di concessione governativa, la parola a Telecom

Continua la polemica sulla tassa di concessione governativa sui telefonini oggetto di una recente sentenza della Commissione Tributaria del Veneto. Sulla questione le Associazioni dei Consumatori hanno manifestato posizioni diverse rispetto a quelle delle Aziende. Help Consumatori ha rivolto alcune domande al Responsabile dell’Ufficio Fiscale di Telecom Italia, Costanzo Perona.

D) Cosa dice in sintesi la sentenza della Commissione Tributaria del Veneto?

R) Con questa sentenza i Giudici sostengono che, come conseguenza del nuovo Codice delle Comunicazioni elettroniche (D.Lgs. n. 259 del 2003) è venuto meno il presupposto per l’applicazione della tassa di concessione governativa sul servizio radiomobile.

D) Che valore giuridico ha questa sentenza?

R) La sentenza, oltre a non essere (per quanto ci risulta) definitiva, fa stato solamente tra le parti in causa: i Comuni ricorrenti e l’Agenzia delle Entrate

D) Sono in corso iniziative di richieste agli operatori per la restituzione della tassa di concessione. Che cosa ne pensate e cosa farete?

R) Eventuali istanze di rimborso dovranno essere indirizzate direttamente ed esclusivamente agli organi dell’Amministrazione Finanziaria. Telecom Italia, infatti, svolge nei riguardi della Tassa di Concessione Governativa sul servizio radiomobile un ruolo di mero ausiliario della riscossione e, in quanto tale, è obbligata all’addebito, ed al successivo riversamento all’Erario della tassa in questione. Si evidenzia, inoltre, che Telecom Italia non può attualmente esimersi dall’addebitare (ex art. 21 della Tariffa allegata al DPR 641/72) la predetta Tassa di Concessione Governativa sugli abbonamenti di telefonia mobile. Ciò in quanto – in assenza di un’abrogazione espressa della norma – si ritiene che la tassa non possa essere disapplicata sulla sola base di precedenti giurisprudenziali. Telecom Italia, pertanto, fornirà le predette indicazioni ai clienti che presenteranno richiesta di rimborso assicurando, nel contempo, la massima attenzione sull’evoluzione in materia, e piena disponibilità ad un pronto adeguamento nel caso di una modifica normativa nel senso della non applicazione della tassa.

D) E’ vero che sulla questione deve pronunciarsi la Corte di Giustizia Europea?

R) Si, è vero: la Corte si è anzi già pronunciata. Peraltro, ciò è avvenuto solo con un’ordinanza con cui le questioni pregiudiziali portate all’esame della Corte, in riferimento alla compatibilità del tributo rispetto all’ordinamento comunitario, sono state giudicate o irricevibili o non conferenti.

 

 

 

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