Tassate le F.S. per costruire il Ponte sullo Stretto

"Ottantasei nuovi treni da 800 posti per il trasporto regionale; mettere in sicurezza 400 chilometri di linea ferrata; realizzare interventi di elettrificazione, potenziamento o raddoppio dei binari su 50-100 chilometri di linee ferroviarie. Con 100 milioni di euro l’anno sono tante le cose che si potrebbero fare. E invece le ferrovie saranno obbligate a versare questa tassa per 30 anni nelle casse del Ponte". Così Legambiente nel suo dossier lancia e spiega nel dettaglio come sarebbe più utile ed urgente investire il capitale che invece le Ferrovie dello Stato dovranno pagare annualmente per 30 anni per poter transitare sul progettato collegamento sospeso tra Sicilia e Calabria. Lo stabilisce infatti la Convenzione firmata dal Governo con la Società Stretto di Messina.

Il dossier di Legambiente esce oggi, alla vigilia della manifestazione nazionale di sabato contro il Ponte a Reggio Calabria e Messina, promossa da Legambiente, WWf e Italia Nostra a cui hanno aderito sindacati, associazioni, consumatori, società civile.

"Prima del Ponte, molto prima c’è davvero tanto da fare – commenta Roberto Della Seta, Presidente nazionale Legambiente -. L’assenza di elettrificazione riguarda ancora il 36% della rete, il 63% delle tratte è ancora a binario unico, e nelle Regioni del Sud questi ritardi infrastrutturali raddoppiano. Ogni giorno in Italia oltre 1.210.000 persone usano i treni regionali e locali, contro le 219mila che usano i treni a lunga percorrenza. Ma le priorità di investimento nei prossimi anni sono quelle fissate dal Piano dell’Alta Velocità ferroviaria, rimangono solo le briciole per potenziare la rete esistente. Investire sulla sicurezza e sul potenziamento dei treni deve invece rappresentare una priorità nei prossimi anni, solo con convogli e linee più sicure si potranno aumentare le velocità dei treni italiani e quindi la qualità del servizio e la competitività della ferrovia rispetto alla strada. Questa direzione – conclude Della Seta – deve rappresentare la priorità degli investimenti sulla rete e non essere condizionata dalla difficoltà di reperire risorse mentre si sceglie di investire, come testimonia l’ultima finanziaria, nelle inutili "grandi opere".

Nel 2004 sono stati investiti complessivamente 6,4 miliardi di euro nelle infrastrutture ferroviarie. Ben quattro sono andati all’Alta Velocità, che rappresenta in prospettiva un decimo della rete, solo 2,4 miliardi ai restanti 9 decimi. Per quanto riguarda il futuro solo per i cantieri e le opere dell’Alta Velocità ferroviaria si dovranno individuare nuove risorse per almeno 20miliardi di euro.

Secondo l’associazione ambientalista con 100milioni di Euro l’anno si potrebbe:comprare 86 nuovi treni ad alta frequentazione (TAF) a due piani per il trasporto regionale, composti da una locomotiva e cinque carrozze, con 532 posti a sedere e 300 in piedi. Comprare 100 nuovi treni Minuetto per il trasporto regionale e locale, composti da una locomotiva e due carrozza, 122 posti a sedere e 200 in piedi. Mettere in sicurezza 400 km di binari con il sistema Scmt; il Sistema automatico di controllo della marcia del treno che verifica e garantisce distanza di sicurezza e comanda in automatico la frenatura in caso di mancato rispetto (il sistema che avrebbe impedito la tragedia di Crevalcore di Gennaio 2005). Realizzare interventi di elettrificazione, potenziamento o raddoppio dei binari su 50-100 chilometri di linee ferroviarie ogni anno (tutte quelle escluse dal piano dell’Alta Velocità ferroviaria).

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