Taxi a Roma, Antitrust: aumenti anticoncorrenziali

In una segnalazione inviata ieri al Comune di Roma, il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, non ha dubbi: "L’aumento delle tariffe legato all’ampliamento delle licenze è anticoncorrenziale perché in questo modo si favoriscono le rendite di posizione e si vanificano alcuni aspetti positivi della riforma tariffaria stabilita dal Comune".

In particolare, secondo Catricalà il criterio in base al quale l’apposita Commissione tecnica, chiamata a giudicare la congruità delle tariffe, ha tenuto conto del rapporto domanda-offerta in caso di ampliamento dell’organico con rilascio di nuove licenze, sembrerebbe essere stato interpretato in senso restrittivo per la concorrenza: il meccanismo avrebbe infatti giustificato aumenti tariffari sulla base della crescita del numero delle licenze verificatosi di recente. Per l’Autorità il criterio stabilito dalla Giunta capitolina avrebbe dovuto invece essere interpretato, al contrario, nel senso di suggerire riduzioni delle tariffe massime a seguito di aumenti dell’offerta, secondo una normale logica di mercato. Il sistema adottato favorisce il mantenimento delle rendite di posizione, in contrasto con i principi più volte richiamati dall’Antitrust, finalizzati a una migliore organizzazione del servizio e a dinamiche virtuose in termini di prezzo nell’interesse dei consumatori.

Secondo l’Antitrust vengono così vanificati altri aspetti positivi della riforma tariffaria stabilita dal Comune, a partire dall’espressa definizione delle tariffe come "tariffe massime", che lascia liberi i conducenti di applicare tariffe inferiori, senza dovere richiedere l’autorizzazione al Comune. Positiva anche la maggiore trasparenza tariffaria, con l’introduzione dell’obbligo a carico del conducente di emettere ricevute automatiche complete di numero di licenza, giorno e ora del viaggio, durata in chilometri e minuti, tariffe effettivamente applicate e specifici riferimenti per eventuali reclami.

A scendere in campo a difesa dei consumatori era stata l’Adoc che all’indomani dell’approvazione degli aumenti aveva sostenuto che si trattava di "aumenti ingiustificati" che avrebbe fatto dei taxi "un mezzo riservato solo a quella fetta di utenza che ha la possibilità di chiedere il rimborso di quanto speso. Un danno potenzialmente enorme per i cittadini romani e anche per i tassisti, dato che l’aumento deliberato determinerà un calo della clientela pari al 10-15%".

Esultano i consumatori di Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) per la decisione dell’Antitrust di inviare una segnalazione al Comune di Roma con cui si contesta il criterio seguito per deliberare l’aumento delle tariffe taxi della capitale.

L’Autorità – spiegano le 4 sigle – ha accolto in pieno il nostro esposto depositato ieri, in cui si denunciava l’assurdo criterio seguito dalla Commissione dei Saggi per varare l’aumento delle tariffe delle auto bianche.

Scriveva Casper nella denuncia recapitata all’Antitrust: "Secondo lo scrivente Comitato di Associazioni dei consumatori e utenti, si è trattato senza dubbio di aumenti gravosi ed ingiustificati, in quanto stabiliti senza il rispetto dei principi fondamentali in materia tariffaria, che esigono, tra l’altro, che ad ogni aumento corrisponda un effettivo aumento della qualità e dell’efficienza del servizio".

In riferimento ai criteri seguiti dalla Commissione dei Saggi per dare il via libera agli aumenti, Casper spiegava nell’esposto:

"Come può, infatti, definirsi, se non discutibile, la scelta di far dipendere l’aumento dei costi del servizio dal complessivo aumento della concorrenza sul mercato, connesso al rilascio di nuove licenze? Un simile ragionamento non può che apparire paradossale, per non dire criminoso! E’ come se, prima dell’introduzione di un nuovo farmaco sul mercato, si imponesse l’aumento del costo degli altri, per compensare le eventuali perdite economiche subite dalle imprese farmaceutiche a causa dell’aumento dei propri concorrenti… Cosa che, si comprende, non può ritenersi né logica, né ammissibile! Ci sembra, insomma, che la Commissione dei "4 saggi" abbia del tutto dimenticato che l’incremento della concorrenza sul mercato, anziché giustificare un aumento dei prezzi, dovrebbe piuttosto determinarne l’abbassamento!

Così facendo, il Comune di Roma e la cd. Commissione dei "4 saggi" non solo hanno aggravato la spesa già alta sostenuta dagli utenti del servizio taxi, ma, oltretutto, hanno di fatto ostacolato la libertà di concorrenza, cercando in tutti i modi di favorire i tassisti attraverso la copertura del «maggior costo» subito da questi -in termini di minori incassi- a seguito del vistoso incremento di licenze introdotte nel 2007 dalla precedente amministrazione".

Alla luce di tali considerazioni, Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori chiedevano un intervento urgente dell’Antitrust, che oggi ha accesso il suo faro sui rincari delle tariffe taxi. Si attende ora anche la decisione del Tar del Lazio sul ricorso presentato dai consumatori per ottenere l’annullamento del parere della Commissione dei 4 saggi.

 

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