Telecom, Ue: ok a separazione rete, no a protezionismo

BRUXELLES. La Commissione europea è d’accordo con il governo italiano sull’utilità’ della separazione funzionale della rete Telecom dalle compagnie che gestiscono i servizi proposta dal Ministro delle Telecomunicazioni Paolo Gentiloni.

Martin Selmayr, portavoce del commissario Ue per la Societa’ dell’Informazione Viviane Reding ha riferito che questa mattina intorno alle 10 il commissario Reding ha parlato al telefono con il ministro Gentiloni e, seppure fissando una serie di paletti, la Commissione ha dato "il benvenuto a ogni misura che rafforzi il potere del regolatore nazionale in modo che sia in grado di imporre rimedi a tutela della concorrenza".

Il portavoce ha sottolineato che la "separazione funzionale" deve avvenire garantendo l’accesso a tutti gli operatori, anche non europei, e in ogni modo senza applicare "misure protezionistiche" per bloccare l’ingresso di società straniere sul mercato italiano. La Reding, ha continuato Selmayr, ”non vede favorevolmente il ritorno delle società alla proprietà pubblica, sia essa parziale o totale”.

"La separazione funzionale non è una panacea e deve essere effettuata solo nel caso di un serio problema di concorrenza nel mercato nazionale", ha affermato il portavoce, "una valutazione che deve essere fatta dal regolatore nazionale in piena indipendenza". A occuparsi della pratica, dunque, dovrà essere l’Autorità guidata da Corrado Calabrò ma in linea con il regolamento dell’Unione europea e in stretto contatto con la Commissione europea. Questo, ha spiegato Selmayr, è il presupposto "per non avere ventisette mercati delle tlc separati ma un mercato unico integrato".

Quella avanzata dal ministro Gentiloni, ha spiegato il portavoce, è una proposta "che la stessa Commissione ha lanciato un anno fa" e a giugno dell’anno scorso è iniziata una consultazione pubblica per individuare le misure più adatte a ridurre la frammentazione delle telecomunicazioni europee nei diversi mercati nazionali e settoriali. "Quest’anno presenteremo una proposta ufficiale per riformare le regole europee delle telecomunicazioni- ha annunciato Selmayr- e questa includerà anche il rafforzamento dei regolatori nazionali per dare loro la possibilità di imporre la separazione funzionale", ma spetta ai regolatori nazionali valutarne la necessità caso per caso solo "per contrastare seri problemi di concorrenza e non per altre ragioni", come ad esempio la necessità di proteggere i mercati nazionali dalla concorrenza straniera. . La Commissione, ha proseguito, ”ritiene che la separazione funzionale potrebbe essere un importante nuovo rimedio per i regolatori nazionali nelle Tlc per migliorare la concorrenza nel mercato delle telecomunicazioni”. La Commissione, ha infine ricordato Selmayer, sta ancora lavorando alle sue proposte, che presentera’ entro l’estate. Queste dovranno comunque essere poi approvate dal Parlamento Ue e dal Consiglio europeo.

"La separazione funzionale della gestione della rete da quella dei servizi, indipendentemente dal suo assetto proprietario (pubblico o privato) sarebbe una soluzione favorevole non solo alla concorrenza, ma anche ai consumatori – commenta Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) – perchè si avrebbe da un lato una più chiara valutazione dei costi dei servizi Telecom, dall’altro un più libero e conveniente accesso di altri operatori che, usando la stessa rete della società, potrebbero offrire differenti servizi".

"È essenziale, però – conclude Longo – che il prossimo proprietario di Telecom – chiunque esso sia – si impegni in un rilevante sforzo di investimenti nei prossimi 10 anni, per far tornare la rete delle telecomunicazioni alla qualità che l’ha caratterizzata fino agli anni Novanta. Solo così la rete sarà in grado di rispondere alle nuove esigenze di qualità della banda larga che dovrà essere compresa nel servizio universale garantito a tutti".

 

 

 

 

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