Telecom, l’ora della svolta a favore degli utenti di A. Longo

La telenovela della vendita di Telecom è finita. Con una soluzione che soddisfa i sostenitori dell’"italianità" di una azienda così importante, mentre scontenta i fautori del "libero mercato". Come consumatori non abbiamo particolari motivi di compiacimento, perché la proprietà e la gestione "italiana" degli ultimi dieci anni è stata molto deludente, anzi anno dopo anno è andata sempre più peggiorando dal punto di vista che ci interessa di più e cioè la qualità dei servizi; e la proprietà/gestione straniera (in questo caso spagnola?) non ci scandalizza, considerando che abbiamo già buona parte della telefonia, delle banche, delle assicurazioni, dell’alimentare o della grande distribuzione in mano a finanzieri e manager stranieri, con risultati tutto sommato non peggiori rispetto alle proprietà/gestioni "italiane".

E non ci esercitiamo su problemi di ingegneria finanziaria e di governance, come stanno facendo altri, sia perché ancora gli elementi di conoscenza sono solo quelli che forniscono i vari mass media e quindi ci troveremmo soltanto a ripetere gli articoli dei giornali; sia perchè le questioni che ci competono più strettamente (i problemi degli utenti) sono già tanto complesse e urgenti da esaurire le nostre forze.

Cosa ci attendiamo allora? Intanto partiamo da alcuni dati che riteniamo positivi. Anzitutto l’uscita di scena di Tronchetti Provera, che sarà pur bravo e brillante nelle regate, ma che stava portando Telecom a sfasciarsi sugli scogli o ad arenarsi sulle secche. Poi la fine della telenovela della vendita, con tutte le disquisizioni e speculazioni politiche e finanziarie che hanno occupato le cronache economiche degli ultimi mesi.

Infine, la presenza di Banca Intesa con un ruolo fondamentale nella compagine proprietaria. Conosciamo ormai da anni, come consumatori, l’Amministratore Delegato di Banca Intesa Corrado Passera e il suo impegno verso i consumatori, prima come AD di Poste Italiane e nell’attuale ruolo, per non attenderci una sterzata decisa dell’azienda Telecom verso gli interessi degli utenti, che sono poi la vera ricchezza della società. Sia che resti come presidente Pasquale Pistorio, che ha comunque un passato di alta professionalità manageriale, sia che torni Guido Rossi, ci attendiamo novità significative dalla Telecom futura: abbandono del marketing aggressivo, competitività fondata sulla qualità dei servizi e dell’assistenza, trasparenza dei costi, ricerca e innovazione in particolare nella banda larga e nei servizi ad alto valore aggiunto, impegno nella telefonia sociale, valorizzazione dei rapporti con le associazioni dei consumatori e in particolare delle procedure extragiudiziali per il contenzioso attraverso la conciliazione. Siamo certi che se la Telecom farà scelte di questo genere tornerà ad essere quella che era fino agli anni ’90, una grande azienda al servizio del Paese, dell’innovazione e della ricerca tecnologica che crea sviluppo e occupazione con una buona soddisfazione dei clienti.

 

Comments are closed.