Telefonia mobile, Altroconsumo boccia i gestori

Bocciati in comunicazione e trasparenza i gestori e i rivenditori di telefonia mobile. E’ questo quanto emerge dall’inchiesta condotta da Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori, sui quattro gestori di telefonia mobile attivi in Italia. L’associazione rileva che Tim, Tre, Vodafone e Wind risultano carenti sulle informazioni e i servizi che forniscono al cliente.

Altroconsumo ha attivato due utenze per ciascun gestore, una delle quali, dopo un paio di settimane, è stata portata ad altro operatore per verificare il livello di servizio relativo alla portabilità. Su ognuna delle utenze è stato effettuato un certo traffico telefonico registrando la durata di ogni telefonata. Dalla nota stampa diffusa dall’associazione si legge che tanti sono i disservizi rilevati, in particolare "Desolante la qualità del servizio di attivazione delle utenze. Su 12 attivazioni 9 si sono aggiudicate un giudizio pessimo. In tre casi le sim sono state consegnate senza la confezione originale. Due terzi dei rivenditori hanno fatto firmare documentazioni incomplete e informato in modo scarso sull’utilizzo dei dati personali. Solo per meno della metà delle attivazioni il rivenditore ha segnalato le condizioni di utilizzo e la data di scadenza della sim".

L’esempio peggiore – continua Altroconsumo – è capitato in un punto vendita MondoWind di Milano dove i dati personali dell’incaricato dell’associazione, cui era stato chiesto di attivare una sim, sono stati utilizzati senza alcuna autorizzazione per attivare irregolarmente anche un’altra utenza ad uno sconosciuto. L’associazione ha denunciato il caso alla Polizia Postale e delle Telecomunicazioni per evitare che la responsabilità, in caso di utilizzo illegale, ricadesse sull’intestatario della carta. Purtroppo il fatto non è così insolito, tanto che recentemente – il 16 febbraio 2006 – il Garante per la privacy ha ribadito il divieto di attivare schede telefoniche e segreterie all’insaputa dei clienti.

L’associazione ha anche verificato se i gestori applicassero correttamente le tariffe e, ancora una volta, l’aspetto meno soddisfacente è stato quello dell’informazione al cliente. Tutti gli operatori applicano, continua la nota, per alcune tariffe, sistemi di ricarica basati sulle telefonate ricevute, cui viene assegnato un credito sottoforma di bonus. Quasi nessuno dei gestori fornisce informazioni sul traffico ricevuto rendendo di fatto impossibile un controllo. Solo Wind fornisce informazioni sul traffico di telefonate ricevute. Non è quindi possibile per il consumatore verificare se i bonus promessi vengano effettivamente e correttamente assegnati.

Insoddisfacenti i risultati delle prove effettuate per valutare il comportamento dei gestori riguardo le modalità e i tempi di portabilità del numero. Nella metà dei casi non è stata fornita alcuna documentazione e, punto più dolente, non è stata data al cliente alcuna certezza riguardo alla data di passaggio da un operatore all’altro con il rischio di perdere il credito residuo della vecchia sim. Al momento della richiesta di portabilità i rivenditori non sono stati in grado di dire al cliente quale sarebbe stata la data effettiva del passaggio del numero telefonico. La situazione peggiore registrata da Altroconsumo si è verificata con la domanda di portabilità del numero da Tim a Tre: sono passati tre mesi e mezzo dalla richiesta di attivazione al passaggio effettivo di operatore.

"Altroconsumo da tempo ha richiesto all’Autorità garante delle comunicazioni che venga introdotto il diritto di trasferire da un operatore all’altro, in caso di portabilità, il credito residuo" – sottolinea Paolo Martinello presidente dell’associazione – "e che il passaggio del numero telefonico avvenga obbligatoriamente in tempi brevi come già previsto dall’Authority stessa".

 

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