Tempo di saldi: boom o flop?

Sarà boom o sarà flop? È l’interrogativo che accompagna l’avvio dei saldi: i commercianti confidano nei prezzi ribassati per rilanciare consumi in flessione anche nel mese di dicembre, i consumatori sperano di poter fare gli acquisti rinviati nei mesi scorsi causa spese elevate e crisi economica. I primi saldi sono iniziati ieri a Napoli, Reggio Calabria e Palermo; per le grandi città, la prova del fuoco sarà il giorno dell’Epifania, quando gli sconti partiranno a Milano, Torino, Genova, Venezia, Bologna, Firenze, Ancona, Bari e Roma. Per i consumatori, le prospettive in realtà non sono buone: l’Adoc stima una flessione del 7% nelle vendite, Federconsumatori e Adusbef affermano che solo il 45% delle famiglie, pari a 10 milioni e 800 mila, acquisterà a saldo, mentre Adiconsum ritiene ormai "anacronistici" i saldi, perché spesso anticipati da varie forme di promozioni, liquidazioni e da una "stagione sommersa pre-saldi".

Per Fismo-Confesercenti, anche la settimana di Capodanno non ha cambiato l’andamento delle vendite dei capi di abbigliamento. "Ora, almeno 6 italiani su 10 sono pronti ai saldi, intenzionati ad effettuare acquisti importanti", afferma l’associazione. Il presidente della Fismo, Roberto Manzoni, ha ricordato l’andamento degli ultimi mesi: "Dopo un novembre assolutamente deludente il mese di dicembre ha evidenziato una piccola ripresa e, solo in prossimità del Natale, l’interesse dei consumatori è stato decisamente migliore. Ma anche sotto Capodanno molti nostri esercenti hanno riscontrato un mercato fiacco. La crisi c’è, manca ancora un vero clima di fiducia verso la ripresa" . A dicembre il calo delle vendite è stato di circa il 10% sul 2009.

Ora le speranze si concentrano sui saldi. "Quasi il 40% dei consumatori è orientato ad effettuare acquisti nei negozi tradizionalmente frequentati – ha detto Manzoni – e si prospettano opportunità sicuramente interessanti. La crisi spinge infatti in alto le proposte di sconto che nel corso degli ultimi anni si stanno attestando su medie più elevate. Dal 20% si sta passando via via al 30% e in molti casi al 40% e 50%. La raccomandazione – continua Manzoni – è quella di fare acquisti presso i negozi conosciuti, per potere avere un raffronto preciso tra prezzo originario e prezzo scontato e contare sulla disponibilità dell’esercente sia per quanto riguarda il "cambio merce" sia per quanto riguarda le modalità di pagamento".

Per l’Adoc, però, la ripresa dei consumi non coinciderà affatto con i saldi, che secondo le previsioni dell’associazione registreranno un calo delle vendite del 7%. "Prevediamo un forte calo delle vendite per i prossimi saldi invernali, pari a circa il 7% – ha detto il presidente Adoc Carlo Pileri – con una diminuzione della spesa pari all’8% rispetto allo scorso anno, per un totale di 120 euro a persona. Male soprattutto le calzature, per cui prevediamo un meno 19% e l’abbigliamento bassa qualità (-25%). Mentre l’abbigliamento di alta qualità segnerà un rialzo del 2% delle vendite, in crescita del 4% sia l’abbigliamento sportivo, grazie soprattutto alla stagione sciistica, sia gli accessori come guanti e cappelli, grazie anche alle previsioni di un inverno molto freddo. I saldi pagano la miopia dei commercianti, siamo l’unico Paese occidentale a far iniziare la stagione dei saldi col nuovo anno, mentre altrove, dagli Stati Uniti all’Inghilterra, i saldi iniziano a ridosso o subito dopo le festività natalizie".

In tempo di crisi, un consumatore su tre acquisterà online. Spiega Pileri: "Nella fascia d’età dai 18 ai 40 anni stiamo registrando un incremento degli acquisti di capi d’abbigliamento online, uno su tre comprerà sul web, in rete esistono negozi virtuali che offrono sconti anche fino al 50% su prodotti di qualità e non, con la possibilità di cambiare i prodotti senza spese aggiuntive. Un’opportunità di risparmio e un nuovo modo di acquistare che si sta consolidando sempre di più tra gli internauti italiani."

Non sono rosee neanche le previsioni di Federconsumatori e Adusbef, che avevano chiesto di anticipare i saldi, e che stimano un calo contenuto e soprattutto prudenza da parte delle famiglie: "Solo il 45% delle famiglie, pari a 10 milioni e 800 mila, acquisterà a saldo. Infatti, malgrado molti abbiano rinviato gli acquisti dei regali al periodo dei saldi, questi ultimi non decolleranno rispetto al 2009 e anzi, registreranno una ulteriore leggera riduzione del 2-3%. La spesa per saldi, secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, sfiorerà i 3 miliardi di euro. Con una spesa, quindi, di 277 euro per ogni famiglia coinvolta, pari a circa 104 euro pro capite".

Adiconsum parla di saldi "anacronistici" e chiede di liberalizzare il mercato. "È ormai anacronistico continuare con la normativa sui saldi – ha detto Pietro Giordano, segretario nazionale Adiconsum – quando ormai è sotto gli occhi di tutti come, sempre di più, tra "promozioni", "liquidazioni" e sconti vari, la normativa che regola i saldi di fine stagione appare un colabrodo".

Per l’associazione bisogna "aprire una stagione legislativa che liberalizzi realmente e progressivamente il mercato". Anche perché i commercianti, afferma l’associazione, trovano modo di effettuare sconti attraverso la "stagione sommersa dei pre-saldi". Spiega Adiconsum: "È il meccanismo attraverso il quale "sotterraneamente", attraverso telefonate, sms e mail si avvertono i clienti affezionati che i saldi per loro iniziano prima e che possono quindi acquistare, molti giorni prima, i capi in saldo (spesso i migliori) che certamente non saranno a disposizione di tutti i consumatori quando ufficialmente si aprirà la stagione dei saldi in quella città". Per questo "Adiconsum – ha detto Giordano – sfida la Confcommercio e la Confesercenti ad aprire un tavolo, con tutte le associazioni dei consumatori rappresentative, per liberalizzare progressivamente il commercio a tutela dei consumatori, ma anche dei commercianti seri che non usano sotterfugi o concorrenza sleale".

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