Tlc, Consumatori contro aumento del canone Telecom

"Siamo contrari all’aumento del canone Telecom perché questo non viene fatto a fronte di un miglioramento del servizio o di un miglioramento della rete, per cui in questo momento di crisi un aumento delle tariffe regolamentate sarebbe solo un ulteriore elemento inflattivo e servirebbe solo a ridurre in parte il grosso debito di Telecom Italia".

Lo ha detto l’avvocato Marco Pierani, responsabile relazioni esterne istituzionali di Altroconsumo, in merito ad una petizione diffusa oggi sul sito dell’associazione dei consumatori e sottoscritta da alcune associazioni iscritte al Cncu (Consiglio nazionale consumatori e utenti): Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori Utenti, Cittadinanzattiva, Codici, Confconsumatori, Movimento Consumatori. Altre associazioni dei consumatori iscritte al Cncu, interpellate da Help Consumatori, hanno dichiarato che pur condividendo i contenuti della petizione non hanno ritenuto di sottoscriverla perché già pubblicizzata dalla sola Altroconsumo.

"Si stanno prendendo in questi giorni decisioni importanti per il futuro del sistema delle telecomunicazioni del nostro Paese – si legge nella petizione – "Si tratta di decisioni che avranno conseguenze dirette non solo sui diritti e gli interessi economici dei consumatori, ma anche e soprattutto sul livello di apertura del mercato, sulla sua efficienza e concorrenza; purtroppo tutto questo avviene al di fuori delle luci della ribalta dei media mainstream e il rischio evidente è che, quando l’opinione pubblica verrà a conoscenza delle occasioni perdute, anche in questo caso, per introdurre elementi strutturali necessari allo sviluppo di un settore che potrebbe fare da traino alla competitività del nostro Paese, quando si conosceranno nei dettagli le piccole e grandi prevaricazioni dei diritti degli utenti e le distorsioni alla concorrenza sarà purtroppo troppo tardi".

Oltre all’aumento del canone Telecom c’è anche il costo troppo elevato delle tariffe di terminazione nella telefonia mobile, cui sono stati applicati tagli inferiori a quelli richiesti dal Commissario europeo per le telecomunicazioni Viviane Reding. Le Associazioni dei Consumatori stimano che tutto questo avrà pesanti ricadute sulle tasche degli utenti italiani: 300 milioni annui in più per Telecom Italia grazie al ritocco del canone; 3 miliardi di euro – che pagheranno gli utenti – la stima della differenza tra le tariffe proposte agli operatori dall’Agcom italiana e il taglio, più netto, in discussione a livello europeo (previsto un risparmio di 5 miliardi di euro). Tutto questo relega l’Italia all’angolo del panorama delle telecomunicazioni, senza nessuna garanzia verso una riqualificazione tecnologica e una maggiore apertura alla concorrenza nel settore.

"Nella situazione di recessione internazionale nella quale ci troviamo – continua la petizione – il rischio è che si usi strumentalmente la crisi per mantenere in piedi e, anzi, rafforzare, barriere anticoncorrenziali e vecchie inefficienze; è proprio in un periodo di crisi, come quello attuale, che si dovrebbero invece trovare gli stimoli e le ulteriori motivazioni per aprire e sbloccare colli di bottiglia e posizioni di rendita che, come è noto, in Italia nel settore delle telecomunicazioni non sono ancora stati intaccati".

"Le questioni legate alle tariffe di terminazione mobile e all’ormai improprio ed obsoleto sussidio riconosciuto nel nostro Paese alle reti radiomobili e quelle inerenti, invece, l’accesso alla Rete fissa e le Reti di nuova generazione NGN arrivano contemporaneamente al pettine, sono formalmente sul tavolo dell’Agcom, ma sta anche, e soprattutto, al Governo prendere una decisione chiara e definitiva. Nel contempo Telecom Italia ha chiesto all’Agcom di aumentare di circa 2 euro il canone per l’accesso all’ultimo miglio (unbundling), aumento che sarebbe applicato anche al canone al dettaglio con la giustificazione che non si vorrebbe ridurre il margine dei concorrenti per lanciare offerte replicabili".

"Noi chiediamo all’Agcom – ha dichiarato Pierani – di chiarire il motivo dell’aumento e quali sono le attività regolamentari che l’Autorità sta prendendo in considerazione. Ci auguriamo che l’Agcom rigetti questa proposta. Per quanto riguarda le tariffe di terminazione mobile chiediamo che l’Autorità adotti dei tagli molto più ampi di quelli proposti, seguendo quello che ha auspicato la Commissaria Reding. Infine siamo favorevoli alla separazione societaria" ha concluso Pierani.

Le richieste che le Associazioni dei consumatori faranno, in un incontro previsto per questo pomeriggio, direttamente all’amministratore delegato di Telecom Italia Franco Bernabè sono:

  1. ritirare l’aumento del canone proposto da Telecom Italia (circa 2 euro in più a carico dell’utente);
  2. ridurre le tariffe di terminazione mobile (quella parte di costi che l’operatore di chi chiama paga all’operatore di chi riceve la telefonata e che poi ricadono sulle tariffe finali), con un taglio ben più netto di quello indicato dall’Autorità;
  3. impedire ogni decisione che possa in qualche modo pregiudicare le scelte da fare sulla proprietà della rete di nuova generazione.

"Se la richiesta di Telecom Italia verrà approvata dall’Autorità Garante per le Telecomunicazioni – commenta il Codici – presto ci sarà un aumento del canone sia diretto, cioè pagato dagli utenti a Telecom Italia, che indiretto, ovvero quello da pagare agli operatori alternativi, tradotto significa che gli utenti di telefonia fissa si troveranno un pesante aumento in bolletta". L’Autorità Garante riterrebbe di compensare la cosa con la diminuzione delle tariffe di terminazione verso la telefonia mobile, la parte tariffaria che i consumatori pagano per attraversare la rete ricevente". Questa diminuzione appare al CODICI ridicola e per nulla in linea con le raccomandazioni e le intenzioni della Ue.

"Difatti, questi due procedimenti, se approvati come si teme, agiranno come una manovra Robin Hood al contrario, ovvero toglieranno soldi dalle tasche dei consumatori per regalarli agli operatori dominanti – commenta Salvatore Salerno responsabile Tlc per CODICI. "Auspichiamo che l’Autorità rigetti le richieste di Telecom Italia altrimenti ci troveremo di fronte a nuovi e ingiustificati rincari per i cittadini". Pertanto, il CODICI ribadisce "un forte no all’aumento del canone Telecom Italia che andrebbe, così, solo a coprire i buchi di bilancio della compagnia senza apportare beneficio alcuno ai cittadini".

Per sottoscrivere la petizione cliccare qui

a cura di Antonella Giordano

 

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