Tlc: servizi non richiesti, protocollo Telecom-Consumatori

Migliaia sono state le contestazioni dei consumatori a Telecom per i servizi non richiesti addebitati in bolletta. Le sei associazioni di consumatori firmatarie (Adiconsum, Arco, Assoutenti, Casa del Consumatore, Confconsumatori, Movimento Difesa del Cittadino) da tempo si sono impegnate affinchè questo problema trovasse una soluzione.

Il protocollo "Soddisfatti o rimborsati" siglato oggi prevede:

Richiesta attivazione servizio. Alla richiesta espressa dall’utente, la Telecom farà seguire una lettera contenente:

  • la descrizione precisa del servizio o del prodotto
  • un numero di call-center, un numero di fax, un indirizzo con recapito civico e un indirizzo e-mail per inviare l’eventuale contestazione

L’addebito in fattura avverrà comunque trascorsi i 10 gg. previsti dalla normativa sulle vendite a distanza.
Erroneo addebito. In caso di servizio non richiesto, è previsto il rimborso automatico.
Erroneo distacco. È prevista la riattivazione gratuita e l’indennizzo pari al 50% del canone mensile per ogni giorno di sospensione del servizio.
Esercizio del reclamo o del diritto di ripensamento.

  • tempi: il consumatore ha tempo per esercitarlo 4 mesi (2 bollette).
  • modalità: il consumatore ha facoltà di stornare dalla bolletta il servizio contestato provvedendo al pagamento della restante quota tramite un bollettino di conto corrente postale.

L’accordo ha carattere sperimentale, le associazioni firmatarie, infatti, intendono verificare se al di là delle norme sottoscritte vi è una vera volontà da parte di Telecom alle pratiche commerciali scorrette.

"Un accordo positivo con cui Telecom cerca di arginare il problema dei servizi non richiesti". Questo il commento di Francesco Luongo, responsabile TLC del Movimento Difesa del Cittadino che sottolinea: "A differenza di altre compagnie gli utenti da ora in poi saranno preavvisati con una welcome letter dell’attivazione di un servizio di telefonia. E’ solo dopo aver dato il proprio assenso l’azienda procederà a fatturare la prestazione. Speriamo che anche altre società adottino misure analoghe e in ogni caso gli utenti potranno far valere i propri diritti qualora non fossero soddisfatti dell’indennizzo che sarà offerto dall’azienda di telecomunicazione".

 

Il parere delle associazioni che non hanno aderito:

Cittadinanzattiva

"Servizi non richiesti? Da Telecom solo palliativi che eludono il problema di fondo e che non impediranno il perpetrarsi dell’attivazione di servizi non richiesti. Nei fatti, Telecom dimostra di non voler rinunciare alla scomoda posizione di primo operatore della telefonia in Italia per attivazione di servizi non richiesti". E’ il commento del vice segretario di Cittadinanzattiva, Giustino Trincia, che motiva così la mancata ratifica del protocollo.

"È ora che il problema dell’attivazione di servizi non richiesti venga risolto a monte – spiega Trincia – e non una volta che si è già manifesto. Per questo, chiediamo urgenti sanzioni da parte dell’Autorità delle Comunicazioni nei confronti degli operatori di telefonia che ancora li attivano".

Parallelamente l’associazione invita i consumatori ad aderire a "Proposta scorretta? Attacca la cornetta!" campagna di informazione e tutela sulle pratiche commerciali sleali nel settore della telefonia, per l’attuazione in Italia della Direttiva Europea 2005/29/CE che vieta quelle pratiche commerciali sleali che impediscono ai cittadini di scegliere liberamente. Per maggiori informazioni visitare il sito www.cittadinanzattiva.it dove è possibile scaricare anche la cartolina della campagna, da inviare al Presidente del Consiglio per chiedere di anticipare i tempi di tale attuazione.

 

Unione Nazionale Consumatori (UNC)

"Se Telecom Italia è veramente intenzionata a risolvere il problema dei servizi non richiesti lo dimostri nei fatti: per comportarsi bene non è necessaria la firma delle associazioni dei consumatori. E’ quanto dichiara l’Unione Nazionale Consumatori, che oggi non ha sottoscritto la procedura "Soddisfatti o rimborsati".

Pur apprezzando lo sforzo dell’azienda l’Unione Consumatori non ha ritenuto di sottoscrivere una procedura interna aziendale, che "si limita sostanzialmente ad applicare la normativa vigente ed il provvedimento del Garante della Privacy sui servizi non richiesti, senza tener conto di alcune importanti richieste avanzate dalle associazioni di consumatori, come quella di comunicare all’utente nella lettera di benvenuto il giorno e l’ora in cui egli avrebbe esplicitamente richiesto a Telecom l’attivazione di uno o più servizi".

 

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