Tremonti “ruba” il latte ai bebè stranieri

Tremila cittadini stranieri rischiano a breve di finire sotto processo per aver ritirato il bonus bebè per i nati nel 2005, pur non avendone diritto. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze chiede la restituzione, considera i figli di cittadinanza straniera nati in Italia non possessori dei requisiti previsti dalla legge finanziaria per il 2006 (esercizio della potestà genitoriale sul bambino, residenza in Italia, cittadinanza comunitaria, reddito complessivo del nucleo familiare non superiore a 50.000 euro nell’anno precedente alla nascita o all’adozione). Per tale motivo il dicastero sollecita i genitori extracomunitari ad effettuare un versamento di 1001,81 euro sul conto corrente n. 31617004 intestato alla Tesoreria centrale dello Stato – Roma, indicando nella causale "versamento al capo X, cap. 2368 – restituzione bonus bebè".

"E’ una richiesta vergognosa – commenta Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) – che mette il sigillo a un quinquennio di governo che non si è curato delle fasce più deboli della società".

"L’ultimo atto governativo di Tremonti – prosegue il presidente – sarà quindi lo "scippo" di 1001,81 euro alle famiglie dei bambini figli di extracomunitari nati in Italia. I loro genitori lavorano e pagano le tasse come i cittadini italiani ma non hanno diritto allo stesso sussidio. Chiediamo al Presidente Prodi di intervenire autorevolmente assicurando fin d’ora che questa assurda richiesta verrà revocata dal nuovo Governo".

Anche l’ASGI, l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione denuncia la politica discriminatoria del Governo nei confronti dei figli di cittadinanza straniera nati in Italia e l’attuale campagna di disinformazione che stanno creando i lanci di stampa sulle centinaia di famiglie straniere in Italia che hanno ritirato il cosiddetto "Bonus Bebé". In particolare:

  • la mancanza di selezione da parte degli Uffici preposti nell’invio della lettera del Presidente del Consiglio dei Ministri relativa al ritiro dell’assegno di mille euro presso gli uffici postali ha fatto si che la comunicazione sia stata inviata indiscriminatamente a tutte le famiglie attraverso la Sogei (anagrafe tributaria);
  • la mancanza di necessaria informazione verso i destinatari stranieri a cui sono state recapitate lettere indirizzate personalmente al nuovo nato, sia italiano che straniero, ha indotto le persone a ritenere di avere diritto all’assegno;
  • la mancanza del necessario e semplice controllo presso le Poste Italiane dell’identita’ della
    persona avrebbe potuto evitare i fatti denunciati. Se per ritirare l’assegno, era d’obbligo
    presentare un documento d’identita’, sarebbe stata opportuna e di pubblica utilita’ una semplice verifica delle Poste che non avrebbero dovuto accettare un’autocertificazione palesemente in contraddizione con quanto emergeva dal documento d’identita’ .

L’associazione sollecita dunque il Governo a porre rimedio a questa situazione paradossale che si è venuta a creare, a partire dal fatto che queste lettere sono state mandate indiscriminatamente a fronte di una normativa discriminatoria, prevedendo una misura che possa sanare le situazioni irregolari che si sono inevitabilmente create. Nel contempo, si auspica che l’Italia adotti misure, in tema di politica dell’immigrazione, rispondenti ai principi di parita’ di trattamento e di non-discriminazione, nel rispetto tanto dei precetti costituzionali quanto degli obblighi internazionali assunti dal nostro paese con la ratifica di precisi trattati ed accordi internazionali (Convenzione OIL n. 143/1975, Convenzione europea sui diritti umani, Convenzione di New York sui diritti del fanciullo), che la normativa in questione viene palesemente a violare.

Per maggiori informazioni su questo come su altri aspetti connessi al bonus bebè consultare il sito www.sogei.it. E’ attivo anche un servizio di assistenza telefonica: numero verde 800.863.223 e, per chi chiama dall’estero, 0039 06 50724073 (lunedì – venerdì dalle 9.00 alle 17.00, sabato dalle 9.00 alle 13.00).

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