Trincia: il mio programma per Cittadinanzattiva

"Il rinnovamento, l’urgenza di mettere al centro la cura del Movimento e dei suoi aderenti e la volontà di rilanciare Cittadinanzattiva come uno dei soggetti del cambiamento in Italia: sono stati questi tre i punti di partenza della riflessione che mi ha portato alla decisione di porre la mia candidatura a segretario generale". Con queste parole Giustino Trincia, vice segretario generale vicario di Cittadinanzattiva, si è oggi candidato a sostituire Teresa Petrangolini alla guida dell’associazione, che sta svolgendo a Roma il suo III Congresso nazionale. Un duro intervento, quello di Trincia, che ha ripercorso i motivi che lo hanno spinto a candidarsi.

"Ho avvertito su tutto, come ormai intollerabile e insostenibile (per me che ho fatto tutta la trafila nel Movimento, da una sezione locale del Tribunale per i diritti del malato, a Segretario regionale prima dell’Umbria e poi del Lazio, quindi a dirigente nazionale), il grave deficit di cura e di attenzione per il Movimento in quanto tale, delle sue persone, di migliaia di volontari senza l’impegno dei quali, per diversi di noi, ieri come oggi, non resterebbe che cambiare lavoro – ha detto Trincia parlando del "motivo decisivo" della sua scelta di candidarsi – Troppe domande di aiuto, di sostegno, di formazione, di coinvolgimento, di assistenza, di semplice vicinanza, provenienti dal territorio e da non pochi dirigenti regionali, sono state lasciate cadere nel nulla".

Da qui la richiesta di Trincia che chiede più democrazia: "Nel Movimento occorre maggiore democrazia, più rispetto delle regole e della formalità delle decisioni e nelle relazioni, più rispetto delle persone, delle loro idee e convinzioni, qualunque siano".

Il candidato ha inoltre illustrato gli impegni che prenderà in caso di elezione. "Se sarà eletto segretario di Cittadinanzattiva – ha detto – prendo qui il solenne impegno, di fare della cura del Movimento e della sua presenza sul territorio, la priorità politica e programmatica del mio mandato, assumendomene in prima persona la responsabilità".

Trincia ha quindi espresso il suo programma per Cittadinanzattiva:

  • "convocazione della conferenza nazionale dei coordinatori delle Assemblee territoriali per definire un piano di lavoro comune;
  • organizzare nelle assemblee territoriali la formazione di base per i nuovi aderenti e per i responsabili locali;
  • organizzare i Week-end della cittadinanza attiva, cioè incontri di formazione a livello interregionale;
  • creazione di un dipartimento centrale per la cura dell’organizzazione territoriale, a sostegno e supporto delle dimensioni locali e regionali del Movimento;
  • coinvolgere pienamente la Conferenza permanente delle regioni nella elaborazione ed attuazione delle ns. politiche dotandola di adeguate risorse (e auspico per questo anche una modifica dello Statuto);
  • istituzione di un servizio di consulenza specialistica per le Segreterie regionali, in materia fiscale, contabile, amministrativa e legislativa, sulla progettazione, sui siti internet e la comunicazione, sulla raccolta fondi e sulla promozione di politiche locali di cittadinanza d’impresa;
  • sviluppare il volontariato a tutti i livelli e censire le competenze che possono derivarne con la creazione di una Banca dati nazionale delle competenze interne;
  • istituire un fondo a destinazione vincolata e a gestione contabile separata per i rimborsi spese per i volontari di Cittadinanzattiva;
  • promuovere una polizza assicurativa per tutti i nostri volontari attivi, facendo della quota di adesione annuale uno strumento anche per dare ad essi un servizio;
  • sviluppare anche organizzando una formazione specifica, le nuove reti di comunicazione con internet a partire dal livello locale per aprirsi alla partecipazione dei nostri aderenti e dei cittadini;
  • facilitare la partecipazione dei volontari anche cambiando orari e modalità di svolgimento delle nostre attività e promuovendo delle comunità di pratiche all’interno delle reti e delle Assemblee;
  • promuovere la Festa annuale di Cittadinanzattiva come occasione d’incontro con i cittadini, di raccolta fondi e di adesioni;
  • coinvolgere sistematicamente tutto il Movimento nella raccolta fondi da singoli cittadini;
  • sperimentare nelle università, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nei quartieri i Laboratori della cittadinanza attiva".

Trincia si è soffermato sulla riforma del Movimento che, nelle sue parole, si concretizza nell’ispirazione a principi che sono "meno burocrazia, più fluidità di ruoli nel Movimento, più flessibilità nel suo modo di agire; più attivismo civico, accanto ai cittadini; più presenza del gruppo dirigente sul campo". Da qui, ha detto Trincia, l’urgenza e la priorità di un "radicamento sociale" e sui territori, dalle città alle reti sociali di Internet.

IL DOCUMENTO: L’intervento di Giustino Trincia

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