USURA. Ambulatorio Roma: “Fenomeno diffuso spesso legato a sovraindebitamento”

"Dare risalto mediatico diffuso al problema è un ausilio indispensabile nella campagna contro l’usura. Inquadrare il fenomeno nella giusta luce e dargli il giusto peso è necessario affinché cittadini e istituzioni abbiano ben definiti i contorni di ciò di fronte a cui si trovano". Sono le parole con le quali si conclude la lettera scritta dall’Ambulatorio Antiusura Onlus Roma al quotidiano La Repubblica, dopo la pubblicazione di un’inchiesta dal titolo "Usura, negozi e tavoli verdi ecco come si ripulisce il denaro", pubblicata il 20 ottobre 2010 su Repubblica edizione di Roma.

L’associazione ha scritto al quotidiano contestando uno dei dati riportati dall’articolo, nel quale si legge: "Almeno il 60 per cento dei clienti abituali degli strozzini è composto da giocatori incalliti che si sono rovinati nelle bische clandestine, ai videopoker ma perfino nei giochi consentiti e apparentemente rassicuranti come gratta e vinci, win for life, Bingo e perfino il vecchio, buon lotto con la "smorfia" e tutto il resto".

Per l’Ambulatorio Antiusura, dichiarare che "almeno il 60 per cento dei clienti abituali degli strozzini è composto da giocatori incalliti" rappresenta "una grave distorsione della realtà", perché, spiega l’associazione, chi finisce nella piaga dell’usura spesso è vittima di drammi complessi e di una quotidianità lontana dalla patologia del gioco. Scrive l’associazione: "Chi è in contatto con gli usurati conosce la realtà di drammi ben più complessi che, lungi dall’essere derivati dal vizio, raccontano di storie normali. Di vite che non si discostano dalla quotidianità di ciascuno di noi. Relegare il rischio usura alla patologia compulsiva sortisce due risultati, entrambi deprecabili". Il primo riguarda la sfera umana e il fatto che la vittima di usura, se passasse l’idea che finisce nella piaga per scelte discutibile, finirebbe esposto anche al biasimo pubblico. Il secondo rischio riguarda "la percezione del fenomeno usura".

Spiega infatti l’Ambulatorio: "Tenersi lontani dalle sale da gioco non rende immuni all’usura. La condizione di sovraindebitamento, spesso anticamera del ricorso al ‘cravattaro’, è una condizione sempre più frequente e, nella maggior parte dei casi, deriva da errori di valutazione di spesa, da pagamenti imprevisti e irrinunciabili, da drammi familiari, da licenziamenti. Situazioni che fanno parte della vita di tutti e della realtà che ci circonda. Situazioni che, alle volte, vengono a combinarsi facendo inesorabilmente saltare un bilancio familiare fino a ieri stabile. Capire ciò, significa capire l’entità e il rischio di un fenomeno in preoccupante espansione e tenere alta la guardia lì dove ce n’è bisogno".

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