USURA. CTCU denuncia aumenti soglie per i mutui: +2,7% per il tasso fisso, +3,2% per il variabile

Come avevano previsto le Associazioni dei consumatori, dopo la modifica introdotta con il decreto sviluppo approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 5 maggio, le soglie di usura sono aumentate. Il Governo ha sostituito all’articolo 2, comma 4, della legge 7 marzo 1996, n. 108, le parole "aumentato della metà" con "aumentato di un quarto, cui si aggiunge un margine di ulteriori quattro punti percentuali. La differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore a otto punti percentuali".

Il Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano (CTCU) ha calcolato gli effetti del decreto: la soglia di 8 punti percentuali nelle operazioni usuali per i consumatori ha effetto in un solo caso, ovvero nei crediti revolving sotto i 5.000 euro. Soltanto per questa operazione il tasso viene "ridotto" di 0,41% alla soglia di 18,945%.

Per quanto riguarda, invece, i mutui ipotecari a tasso fisso, la soglia aumenta del 2,7%, quella per i mutui variabili-indicizzati di ben 3,2%. Le possibili conseguenze per i mutuatari: per un mutuo di 100.000 euro con una durata di 20 anni la rata mensile massima permessa per legge in teoria potrebbe aumentare di 540 euro per i nuovi mutui a tasso fisso, e di ben 565 euro per i nuovi mutui a forma variabile.

E anche per le aziende la norma non porterà buone novità: la soglia di usura per anticipi e sconti dai 5.000 ai 100.000 sale del 2,42% a 11,9% rispetto al vecchio modo di calcolo. Purtroppo i primi effetti sono già percepibili: rispetto al trimestre precedente, durante il quale la norma è stata introdotta, i tassi medi applicati per i mutui fissi sono aumentati dello 0,5%.

"Aumenta il numero delle famiglie che lamentano di non riuscire più a farsi carico delle rate del mutuo-casa, e per troppe di loro il sogno di una casa di proprietà ormai si è trasformato nell’incubo di un debito impagabile – commenta Walther Andreaus, direttore del CTCU – E al posto di aiuti concreti per i budget familiari, già scossi dalla crisi e dalla perdita del potere di acquisto si continua nello sostenere le banche. Un aumento dei tassi teoricamente ammissibile nell’ordine di 2 o 3 punti percentuali non è sostenibile per le famiglie, se consideriamo che nell’ultimo semestre sono continuamente cresciuti di non poco anche i parametri indice dei tassi per i mutui-casa. E anche aziende che necessitano di anticipi – conclude Andreaus -dovranno affrontare ulteriori difficoltà a causa di questa norma". La norma sta per diventare legge: l’ultimo ostacolo è il voto al Senato, previsto nella prima decade di luglio, ma l’approvazione è oramai certa.

Per i mutui correnti il consiglio del CTCU è quello di controllare meticolosamente se il parametro base è stato applicato correttamente, se lo spread aggiunto corrisponde a quanto fissato nel contratto e se i tasso finito rispetta le soglie di usura. Per controllare le soglie di usura, su www.centroconsumatori.it è a disposizione un calcolatore online gratuito.

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