USURA. Sos Impresa Lazio: aumenta il fenomeno, diminuiscono le denunce

Piaga diffusa, reato sempre più associativo, fenomeno che sta aumentando ma vede al tempo stesso una diminuzione del numero di denunce e una presenza di Roma e del Lazio quasi sempre ai primi posti nelle statistiche: è la fotografia dell’usura restituita dal Rapporto Sos Impresa Roma e Lazio presentato oggi, insieme alla Relazione delle attività svolte dallo sportello di aiuto alle vittime dell’usura e del racket di Sos Impresa Roma-Lazio. "Nel territorio laziale – evidenzia il Rapporto – un terzo dei 100.000 commercianti attivi ha o ha avuto negli ultimi anni rapporti con il mercato del credito "a nero" del denaro, un numero pari a circa 25.000 titolari di negozi, il 10% in più rispetto la media nazionale", cui si aggiungono artigiani, professionisti, pensionati e dipendenti pubblici. Il giro d’affari per il solo settore commerciale è stimato intorno a 2,3 miliardi di euro.

A partire dal 2000, rileva il Rapporto, sono state censite circa 4000 persone legate a vario titolo a giri usurari, ma è un dato prudenziale che non tiene conto degli insospettabili e delle organizzazioni criminali anche familiari (come il clan Casamonica-Di Silvio che coinvolge una rete di circa 600 persone). L’incontro odierno ha rappresentato anche l’occasione per lanciare la nuova campagna "L’amico giusto" e il numero verde 800.900.767, attivo da domani.

Il Rapporto è stato presentato dal presidente Sos Impresa Nazionale Lino Busà, dal Coordinatore del progetto Casa della Legalità della Regione Lazio Francesco Forgione, dall’assessore agli Affari istituzionali enti locali e sicurezza del Lazio Daniele Fichera e dal presidente di Sos Impresa Lazio Fausto Bernardini. Quest’ultimo ha raccontato la sua esperienza di vittima dell’usura che è riuscito a liberarsi e a denunciare i suoi aguzzini: "L’ostacolo più grande alla denuncia è la sudditanza psicologia della vittima verso l’usuraio".

Emerge, ha detto Busà, "il calo progressivo del numero di denunce a fronte di una crescita del fenomeno". Aumenta però il numero di persone denunciate, segno dunque che l’usura si configura sempre più come reato associativo. Chi sono gli usurai? La fenomenologia è diversa: ci sono i singoli usurai di quartiere, l’usura collegata alla criminalità dei clan anche di tipo familiare, la criminalità organizzata, fino all’usura dei "colletti bianchi", con reati che fanno capo a professionisti e, nella Capitale, risultano in cresciuta.

Ma le denunce non crescono. Rileva il Rapporto che il numero delle denunce e dei procedimenti penali rimane molto basso: "In ogni caso, Roma, Latina e Frosinone sono sempre ai primi posti in quasi tutte le statistiche inerenti all’usura e ciò rende il Lazio una delle Regioni più esposte a questo rischio".

Nel 2008 Sos Impresa Roma-Lazio è entrata in contatto con 1288 utenti: 211 sono stati presi in carico e assistiti. Nell’insieme dei contatti, ammonta al 30% (395) la percentuale delle informazioni e richieste legate all’usura: fra questi, il 33% ha chiesto informazioni generiche sulla legge 108/2006 e il 21% informazioni e assistenza per istanze di richiesta al Fondo di Solidarietà, mentre l’8% dei casi ha portato a denunce di usura e dunque all’assistenza e al tutoraggio.

Le strutture usuraie, rileva ancora il Rapporto, sono finalizzate o alla riscossione di interessi usurai, per il quale si tratta soprattutto di criminalità locale e di strada, o all’acquisizione dei beni e delle imprese delle vittime attraverso violenza e riciclaggio di denaro sporco: si tratta, in questo secondo caso, soprattutto di associazioni criminali di tipo mafioso o comunque strutturate. Da questa analisi è partito Francesco Forgione (già presidente della Commissione parlamentare Antimafia) per ammonire: "Rischiamo che le organizzazioni criminali acquisiscano interi settori del mondo delle imprese e del mondo economico". E proseguire: "Il reato di usura è sostanzialmente depenalizzato perché si vive sulla ipocrisia del sistema bancario. Bisogna aprire un confronto col sistema creditizio e bancario. E tutte queste società finanziarie, cosa fanno?".

L’assessore Fichera ha evidenziato invece il paradosso di un paese "sotto-indebitato pieno di usurati", dove la propensione all’indebitamento è cresciuta ma in linea con le condizioni dei paesi sviluppati: "Un paese strutturalmente sano – ha detto – può farsi carico delle aree di criticità". Per Fichera "la crisi sta facendo irrigidire il sistema ai danni dei soggetti più deboli" come le famiglie produttrici cui viene fatta scontare una crisi congiunturale. Da parte della Regione Lazio, l’assessore ha evidenziato l’aumento dell’impegno economico e finanziario contro l’usura: 1,5 milioni di euro nel 2007, 3 milioni nel 2008, 6 milioni nel bilancio 2009 volti a contrastare anche situazioni di sovraindebitamento.

di Sabrina Bergamini

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